Il 2021 sarà un anno di rinascita e di risalita per tutti, o almeno questo è ciò che si spera. La speranza ce l’ha anche l’Us Avellino, che con l’avvento della famiglia D’Agostino lo scorso marzo ha iniziato non solo a rivedere la luce in fondo al tunnel, ma anche a sognare in grande. Già da quest’anno, dal punto di vista prettamente sportivo, la squadra è in risalita e lotta per i primi posti della classifica. Ma soprattutto questo 2021 porterà alla definizione del progetto del nuovo stadio biancoverde.

Tra il patron Angelo Antonio D’Agostino e il sindaco Gianluca Festa più di qualche anticipazione si è già avuta. Ciò che però ancora non si sapeva è che la società avrebbe già scelto il progettista. Trattasi, secondo quanto raccolto, di Gino Zavanella, architetto torinese coinvolto ormai da anni in numerosi progetti sportivi insieme alla sua società, la GAU Arena. Su tutti spicca lo Juventus Stadium, oggi denominato Allianz Stadium.
Infatti fu lui il prescelto da parte della società bianconera come Capo Progetto per il nuovo stadio, i cui lavori iniziarono nel 2009 e terminarono nel 2011. Ma non solo questo: dal 2003 al 2006 fu chiamato per progettare e dirigere i lavori del centro allenamento della Juventus, a Vinovo. Ha ricevuto poi innumerevoli commesse per progettazione di complessi di livello nazionale e internazionale, come lo stadio di Palermo e il nuovo centro di allenamento rosanero, la ristrutturazione del Dall’Ara di Bologna, il centro d’allenamento dell’Hellas Verona, il nuovo stadio a Rijeka in Croazia e così via. Insomma, un architetto e un’azienda che nel mondo del calcio e in particolare di stadi e centri di allenamento ci sono già da tantissimi anni e da cui la piazza biancoverde si aspetterà sicuramente molto, sia in fatto di estetica che di funzionalità dell’impianto.
Come detto in principio, nello specifico del nuovo stadio biancoverde qualche anticipazione c’è già stata. In primis, l’idea è quella di dar vita al nuovo stadio al posto dell’attuale Partenio-Lombardi: si tratterà di un complesso che vedrà non solo il terreno di gioco e gli spalti, ma anche luoghi di intrattenimento come bar, ristoranti e negozi, magari un museo biancoverde. Per quanto riguarda il terreno di gioco, l’erba non dovrebbe essere più sintetica, da capire se si tratterà di un mix oppure se il manto sarà totalmente in erba.

Tanti ancora gli interrogativi in questo senso: capienza della struttura, eventuale riqualificazione prima della costruzione del nuovo impianto, se verranno interessate aree limitrofe per dar vita a una sorta di cittadella biancoverde e così via. Da questo punto di vista, però, tutto ancora tace.

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