Avellino – L’emergenza Coronavirus ha imposto lo stop forzato a tutti i cantieri già aperti, ma ha rallentato anche le operazioni per quei lavori pronti a partire. Con l’inizio della fase due le ditte hanno potuto almeno iniziare ad organizzarsi perché bisognerà tenere conto anche delle nuove misure anti contagio.

«Ci sarà un aumento dei costi, questo sarà inevitabile», spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Genovese, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo a Parco Santo Spirito per verificare l’intervento di messa in sicurezza degli argini del torrente.

Santo Spirito: 10 giorni per riaprire il parco, ingressi limitati

«Stamattina sono ripartiti diversi cantieri, tra cui quello di Parco Santo Spirito, i lavori del Tunnel relativi all’allaccio della fognatura che arriva da Corso Vittorio Emanuele per immettersi sul collettore del Fenestrelle», spiega Genovese. Anche l’intervento di Piazza Castello è rimasto in sospeso, quello della famosa bretella di collegamento tra via Circumvallazione e Corso Umberto. «Il direttore dei lavori ha avuto un confronto con la ditta che ha assicurato che, entro due giorni, riprenderanno i lavori – spiega Genovese. Hanno utilizzato questa prima settimana della fase due per mettere in ordine la documentazione, vanno aggiornati tutti i piani di sicurezza e di coordinamento, compreso i costi».

Questo problema, inoltre, non riguarda solo piazza Castello, ma ogni impresa impegnata in un cantiere. «Tutte, non solo quelle che stanno lavorando per noi, hanno utilizzato questa prima settimana di riapertura per mettere a posto le carte, ridefinire la documentazione e i mezzi necessari per poter riaprire – spiega Genovese. Con i nuovi decreti c’è bisogno di sanificazione, mascherine, misurazione della temperatura corporea. Ogni impresa si è dovuta aggiornare per mettere in sicurezza i cantieri. Spero che per questa settimana possano ripartano tutti nella loro totalità».

Tra i cantieri oggetto di attenzioni c’è sempre il Tunnel quello che, nelle intenzioni iniziali, si sarebbe dovuto concludere entro la fine dell’anno, così come previsto anche dal piano triennale delle opere pubbliche (leggi qua). «L’impresa D’Agostino ha quasi ultimato l’intervento da 150 mila euro, anzi lo stava completando già prima dell’emergenza poi si è dovuta fermare – sottolinea Genovese. Anche loro riprenderanno a breve, quello che restava da fare era ben poca cosa». A questo si aggiunge l’ultimo intervento necessario all’apertura del Tunnel, ma il bando per l’affidamento è stato rinviato a causa dell’emergenza. «C’è da fare questo ultimo affidamento da 495 mila euro, spero di riuscire a mandarlo in gara per questa settimana – spiega l’assessore. Trattandosi di lavori di sicurezza, la grossa mole dell’intervento riguarda il rifornimento di materiali perché come, lavoro in sé, si tratta solo della messa in opera di queste attrezzature e non dovrebbe essere una cosa difficilissima. Spero di chiudere quanto prima il cantiere del Tunnel perché sta diventando una telenovela e credo che, una volta ultimato, i cittadini potranno apprezzarne l’utilità».

Le nuove normative anti contagio costringeranno le imprese a modificare il loro modo di lavorare, per rispettare le misure di sicurezza. Lo stop imposto, invece, costringerà il Comune a rivedere i cronorogrammi stilati prima dell’emergenza, ma soprattutto bisognerà fare attenzione anche ai costi degli interventi perché aumenteranno, discorso valido sia per le opere già appaltate che per quelle da appaltare. «Sicuramente, questi nuovi decreti, creeranno dei problemi, ma non tanto per i tempi di esecuzione dei lavori, quanto soprattutto dal punto di vista dei costi – spiega Genovese. Un’impresa dovrà affrontare spese maggiori come l’acquisto di mascherine, misuratori della febbre, mezzi per sanificare gli attrezzi usati dagli operai. Da questo punto di vista dei problemi ci saranno, ma essendo all’inizio ancora non è possibile quantificare una cifra. È un qualcosa che affronteremo nel corso dei lavori insieme alle imprese».

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