«De Luca è un ottimo assessore alla sanità. Con l’apertura ai tamponi dei privati accreditati, la Campania raggiungerà il livello di tracciamento dei casi Covid che hanno in altre regioni. Io nello staff del Presidente? Discorso prematuro. Nel caso necessiterà di un mio supporto, sono disponibile». L’ex consigliere regionale, il senologo Carlo Iannace a tutto campo sulla sanità campana e sulla gestione dell’attuale emergenza Covid.

C’era da aspettarsi una recrudescenza tale di contagi in Campania?

«Dopo l’apertura dei confini e delle attività in generale era prevedibile una ripresa del virus. Ma la situazione attuale non è paragonabile a quella di marzo e aprile. In quel periodo si facevano pochissimi tamponi, solo a chi era sintomatico, andava in ospedale o comunque stava male. Ora invece si fanno tamponi a tappeto, quindi si riesce a monitorare meglio la popolazione. Certo se la diffusione dei contagi continuerà ad aumentare, ci ritroveremo in situazioni analoghe a quelle della scorsa primavera. Il problema grosso, rispetto ad altre regioni, è che le nostre strutture ospedaliere  e sanitarie si sono attrezzate più lentamente anche se ora funzionano abbastanza bene. Un esempio su tutti la Palazzina Covid del “Moscati”. E non era semplice, questo lo dico a chi continua a criticare o a piangersi addosso: oggi ci sono percorsi differenziati, si adottano scrupolosamente tutti gli accorgimenti previsti dalla legge, si opera in maniera molto più consapevole».

Le Regioni intanto hanno chiesto al Governo di decretare la didattica a distanza almeno per gli istituti superiori. Ritiene che la scuola non sia un luogo sicuro?

«No, anzi credo che sia uno dei luoghi più sicuri. Presidi e insegnanti sono stati bistrattati in ogni modo, eppure sono riusciti a riprendere l’attività didattica in presenza in piena sicurezza garantendo igienizzazione degli ambienti, distanziamento fisico tra le persone, ingressi scaglionati e differenziati. Il punto è che fuori dalla scuola bambini e ragazzi andrebbero tenuti sotto controllo, perché se si assembrano, tolgono la mascherina, insomma si espongono al contagio poi possono portare il virus in classe ed è a quel punto che la scuola rischia di diventare amplificatore del Covid. Ma bisogna essere razionali e chiedere maggiore attenzione a chi è responsabile dei ragazzi fuori dalle mura scolastiche. Le mascherine oggettivamente, quando le persone erano terrorizzate e vedevano le scene strazianti provenienti dal Nord, sono state indossate sempre ed hanno dimostrato di funzionare. Quindi bisogna continuare ad essere attenti e consapevoli».

Però è innegabile che il rapporto tamponi/nuovi positivi colloca la Campania in vetta alla classifica nazionale. Perché regioni come la Lombardia ne fanno quotidianamente il triplo?

«Aver aperto ai tamponi effettuati da strutture private risolverà almeno in parte il problema. Quantomeno libererà le Asl di una grossa fetta di domanda e pian piano la Regione si metterà in carreggiata con altre realtà. E’ chiaro che in questa fase il contact tracing è un’arma fondamentale: ad esempio a Lioni il cluster è stato stoppato praticamente sul nascere proprio grazie al gran numero di tamponi effettuati subito».

Come si spiega però in questa fase la mancata nomina di un assessore alla sanità, non sarebbe stato più opportuno avere una persona dedicata al tema?

«De Luca ha una conoscenza della sanità e una consapevolezza dei problemi del settore che è assolutamente totale. Difficilmente si incontra un governatore così preparato sul tema. Credo che abbia tenuto per sé la delega alla sanità proprio per continuare a seguire in prima persona l’andamento dell’emergenza. D’altronde la gestione della sanità da parte del Presidente, già prima del Covid, è stata a mio avviso eccezionale. Un esempio su tutti la rete oncologica potenziata, qualcosa di impensabile solo dieci anni fa».

Nonostante le 7500 preferenze ottenute, Lei non ha raggiunto la rielezione. Continuerà il suo impegno politico?

«Certamente, non è una mancata elezione che fa venir meno quello in cui credo o il mio impegno. In ogni azione che compiamo dal punto di vista sociale, quando portiamo avanti un discorso di sostegno al welfare, di vicinanza ai più deboli, c’è la politica».

E’ immaginabile un suo coinvolgimento nello staff del Governatore?

«Ora è un discorso prematuro. Credo che prima bisognerà organizzare le commissioni consiliari, dove giustamente gli eletti avranno voce in capitolo. Poi se verrà chiesta una mano, sempre con il mio stile discreto lontano dalla politica sguaiata, io sono pronto a darla come ho sempre fatto».

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