GHEMON_2019
Gianluca Picariello, Ghemon

Il momento tanto atteso è arrivato, il 16 agosto le luci del palco del Concertone di Ferragosto a Corso Vittorio Emanuele si accendono per Gianluca Picariello, in arte Ghemon.

Ospite di punta di Avellino Summer Fest, il cantautore avellinese,salirà sul palco che fu di Mario Biondi e di Pino Daniele, tanto per citare i due artisti che più si possono avvicinare al mondo di Ghemon.

Gianluca Picariello, Ghemon
Gianluca Picariello, Ghemon

Si perché dopo gli inizi nel rap, con il progetto Sangamaro, Ghemon ad un certo punto ha virato verso i territori del soul e della black music e verso uno stile più cantautorale grazie alle sue liriche, che portano i segni delle tante “battles” a suon di rime di un tempo, ma anche delle tante buone letture che Ghemon mostra in filigrana nei suoi testi.

La grande popolarità conseguita alla partecipazione all’edizione 2019 di Sanremo con la splendida “Rose Viola” ha dimostrato che la scelta di cantare con il groove della black music e un testo impegnato nella migliore tradizione cantautorale italiana è stata vincente.
Chi non lo conosceva ha avuto modo di scoprire il ricco background di un artista che è arrivato sul palco più importante della canzone italiana dopo aver percorso tutta la strada, in salita, che porta dalla provincia del Sud ai posti alti delle classifiche.

L’INTERVISTA  DOPO IL VIDEO

Ghemon, tutta la città ti aspetta, che effetto ti fa salire sul palco del 16 agosto davanti ai tuoi fans, ma anche a tanti che non ti conoscono ancora?

“Per ora posso solo immaginarlo, finché non sarò lì sopra però non posso dirlo con precisione. Ho spiegato al mio staff, ai musicisti che saranno con me, che non è proprio un concerto come gli altri, che su quel palco ci sono stati Pino Daniele, Franco Battiato, Mario Biondi e che è un momento di unione importante per la città e la provincia. E’ un po’ come il ritorno del figliol prodigo ma anche il riconoscimento per il lavoro fatto finora. Per chi non mi conosce ancora, succederà quello che è successo dopo Sanremo, le persone hanno apprezzato “Rose Viola” ma poi quando hanno cercato notizie su di me hanno trovato tutti i miei album precedenti, il programma che ho fatto su Radio DJ, il libro, insomma hanno avuto un bel po’ di materiale per conoscermi meglio, questo è quello che accade a chi lavora per raggiungere gli obiettivi senza prendere scorciatoie, ma facendo quella gavetta che è anche tanto formativa, sotto ogni punto di vista. Il pubblico che ti ha seguito nel tuo percorso non è quello effimero dei successi da talent, che si volatilizza dopo quell’attimo di notorietà, il pubblico vero è quello che ti conosce, ti ha seguito e continua a seguirti. Mi piace ricordare che, l’anno che si esibì Pino Daniele ad Avellino, mio nonno disse che gli sarebbe piaciuto che un giorno ci potessi essere anch’io su quel palco, mi piace pensare che il suo sia stato un buon auspicio che si avvera adesso”.

Dopo Sanremo cosa è cambiato per te? Sul palco dell’Ariston hai dimostrato di starci con la sicurezza del lavoro che hai fatto in tanti anni e l’umiltà di chi sa che la grandezza si conquista con la fatica e la costanza.

“Diciamo che il fatto positivo è stato che il lavoro fatto finora è stato visto da un pubblico più grande: sei dischi, un programma in radio, la tv e un libro, oltre a “Rose Viola” c’è tanto materiale per conoscermi. Per il resto non è cambiato quasi niente, oggi ho passato l’aspirapolvere in casa! Tanto per dimostrare che, come dicono gli americani, mia mamma non ha allevato un fesso. Una lezione che vale anche nella musica, fare le cose da sé è sempre utile e a volte fare cose normali, come stirare o cucinare, aiuta a mettere i pensieri in ordine, a ritrovare il passo della normalità specie quando, come me, passi molto tempo in giro”

Gianluca Picariello, Ghemon
Gianluca Picariello, Ghemon

Come evolverà adesso la tua musica? Più verso il soul o più verso lo stile cantautorale? Sappiamo che stai lavorando ad un disco nuovo, come sarà?

“Sarà sicuramente un lavoro meno “scuro” del precedente, più ritmato e colorato, perché sono in un periodo della vita diverso. Ci sarà tutto quello che amo e che ho portato nella musica finora, ma vorrei adesso che qualcuno notasse che con la mia musica si può anche ballare, c’è anche quel lato lì che mi fa piacere tirare fuori, esprimendo tutte le mie anime”.

Quali sono oggi i valori più importanti per Gianluca e quali per Ghemon? Hai superato un momento difficile ma hai vinto, dimostrando che l’impegno è tutto se si vogliono risultati, è cambiata in qualche modo la tua visione della vita?

“Non è cambiata, i miei valori fondanti sono sempre gli stessi, sia per l’uomo che per l’artista. L’impegno, il rifiuto delle scorciatoie per raggiungere gli obiettivi, la consapevolezza che al mondo siamo in tanti e dobbiamo venirci incontro, specie in un momento come questo in cui il mondo appare parecchio incattivito rispetto a tutto ciò che è “altro”, a tutte le latitudini. Voglio aiutare a pensare in positivo, in un momento in cui, quando mi guardo intorno, vedo voci opposte che si azzuffano in modo poco costruttivo. Il rispetto del prossimo significa anche rispetto per se stessi”.

Il tuo concerto sarà aperto dagli Atomic Love Disorder, che ne pensi della scena avellinese? Ci sono musicisti o gruppi che reputi interessanti? Hai mai pensato di creare una tua etichetta anche per fare “mentoring” a giovani artisti emergenti?

“Quello lo faccio già a prescindere. Non ho intenzione di creare un’etichetta, ho talmente tanti progetti e cose da studiare per la mia carriera che avrei difficoltà a seguire un progetto del genere in maniera strutturata. I ragazzi che apriranno il mio concerto li conosco e li apprezzo, ho ascoltato la loro musica, sono sicuramente bravi. Il resto della scena non lo conosco nei particolari, ma spesso ho amici che mi sottopongono cose e non mi tiro indietro se si tratta di dare un consiglio o un incoraggiamento”.

Una parola sulla situazione del basket ad Avellino, sappiamo che tu sei un grande tifoso e forse non sarai tanto felice…

“Non è che non sono tanto felice, sono proprio molto triste! Tristissimo! E’ un dispiacere grande per una cosa che è un patrimonio per la città, questo forse è scontato, ma stando fuori si capisce forse meglio qual è il valore di una squadra che porta in alto il nome della tua città e quanto tale patrimonio sia rispettato all’esterno. La squadra che può andare bene o benissimo, com’è successo ad Avellino, è un valore che va tutelato. Personalmente non sono fan dell’idea di fallire per creare poi una nuova società dilettantistica e risalire la china; quando c’è un fallimento ci sono persone che non vengono pagate, fornitori, atleti eccetera e questo non è bello. Mi auguro che qualcuno intervenga per recuperare la situazione della Scandone; per il calcio so che sta proseguendo con alterne fortune, anche qui mi auguro che qualcuno possa fare qualcosa”.

Hai mai pensato di recitare? Ti piacerebbe fare cinema o fiction? Nei video sei molto espressivo, in caso affermativo con chi ti piacerebbe lavorare e in che tipo di pellicola? 

“Effettivamente ci ho pensato molto spesso, ne parlavo proprio ieri con un amico. Poiché però sono una persona metodica, che ama studiare per affrontare le cose in modo professionale, adesso non mi sento ancora preparato e così non sono ancora andato più in là con la fantasia. Mi piacerebbe molto farlo, magari esprimendo un lato più divertente di me più che un personaggio drammatico”

Cosa cambieresti della tua città? Se ti offrissero la direzione artistica di una manifestazione, un po’ come fa Vinicio Capossela con lo Sponz Fest, accetteresti?

“Se ci fossero i presupposti, ovviamente si. Mi piacerebbe intervenire nelle cose che si possono fare bene, certo non può farlo Ghemon da solo, senza un progetto serio e proiettato per vari anni. Ma se si creassero le condizioni, sarei lieto di dare il mio contributo, ripeto ad un progetto serio. Ad Avellino, quello che cambierei è che lo Stadio, il Palazzetto e il Teatro dovrebbero essere aperti a pieno regime anche ai concerti”.

LA CARRIERA______

Gli inizi del percorso si collocano proprio ad Avellino, dove Gianluca nasce ad aprile del 1982, un ragazzo tranquillo, affamato di vita e curioso di sperimentare il mondo dei “writers” prima e quello del rap, con Sangamaro insieme a Domi, dopo.

In un mondo ancora senza internet i punti di riferimento di Gianluca sono i saggi consigli di Michele Acampora nel suo negozio di dischi Ananas & Bananas e il passaparola tra appassionati.

Nel 2002 si trasferisce a Roma, dove si laurea in giurisprudenza alla Luiss e dove si confronta con la scena locale, affinando il suo stile grazie al confronto con il rap americano e il soul.

Gianluca Picariello, Ghemon
Gianluca Picariello, Ghemon

Nel 2007 arriva “Qualcosa cambierà Mixtape” e, poco dopo” “La rivincita dei buoni” il suo primo album; nel 2009 pubblica il già maturo “E all’improvviso impazzire” e, nel 2012, “Qualcosa è cambiato” con collaborazioni con Fabri Fibra, Neffa che inserirà “Dove sei” come bonus track del suo “Molto calmo”.

Il 2014 è l’anno di “Orchidee“, sempre per l’etichetta Microbeats come i precedenti, e l’inizio di un periodo di depressione che Ghemon supera con la terapia farmacologica, ma soprattutto grazie al suo spirito indomito e alla voglia di superare anche questo ostacolo.

Frutti di questo periodo sono l’album “Mezzanotte” e il libro “Io Sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle“, edito da Harper & Collins e presentato, in un bagno di folla, al Carcere Borbonico qualche mese fa.

A febbraio 2019, Ghemon torna a Sanremo, dove l’anno precedente era stato ospite di Diodato insieme con Roy Paci, con la sua “Rose Viola” che si piazza al dodicesimo posto, attualmente sta lavorando al suo nuovo album, c’è da scommettere che saprà piacevolmente sorprenderci ancora una volta.

 

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