Gennaro Bellizzi

In un momento come questo l’ultima cosa da fare è montare una polemica. E Gennaro Bellizzi, fedele al suo stile, non lo fa. Nemmeno vuole che la scelta di rimettere l’incarico di direttore sanitario dell’ospedale “Frangipane” di Ariano (ruolo che ricopriva ad interim insieme a quello di responsabile del 118) venga intesa come una defezione. “Sono regolarmente in ospedale anche oggi – dice – qui dove ho trascorso 83 ore delle ultime 96”. Bellizzi è primario dell’Uoc di Cardiologia del nosocomio arianese ma, dall’esplosione dell’emergenza Coronavirus, ha dovuto fare soprattutto il direttore sanitario toccando con mano problemi di cui aveva già resi edotti i vertici dell’Asl ma che, ovviamente, in questi giorni sono aumentati in maniera esponenziale. “Voglio però che sia chiara una cosa – dice Bellizzi – il mio atto vuole servire, e spero ci riesca, per aiutare a capire, non ho alcuna accusa specifica da muovere alla gestione attuale”.

Però lei aveva segnalato il problema non più tardi di 48 ore fa…

”A dire il vero queste sono carenze ataviche che avevo già segnalato nel momento in cui avevo assunto l’interim e delle quali avevamo pure avuto l’occasione di discutere ma questo non vuol dire che le mie dimissioni siano un atto di accusa contro qualcuno”.

E allora perché lasciare?

”La vicenda del Coronavirus ha finito col mettere in evidenza queste difficoltà, ma del resto questa emergenza ha messo in crisi realtà più evolute come quelle del Nord. È stato questo il timore che ho avuto, ho provato a fronteggiare l’emergenza dando tutto me stesso: nelle ultime due settimane sono rimasto a casa solo per una decina di ore, poi sempre in ospedale anche con turni notturni consecutivi. Alla fine mi sono reso conto di come il sacrificio e l’abnegazione non fossero più sufficienti e che sarebbe stato più opportuno individuare una figura che potesse dedicarsi soltanto a quello. Io davvero non ci riuscivo più, anche per gli impegni nel mio reparto: purtroppo si muore anche di altro e non solo di Coronavirus. Per questo motivo spero che la mia decisione possa favorire lo sblocco della situazione”

Il suo successore dovrà gestire un ospedale in una zona rossa dopo l’ordinanza del Governatore De Luca.

”E questo è già un esempio forte di quella che è la situazione. Adesso il momento è ancora più difficile e solo il mio impegno non poteva bastare. Ripeto, non voglio far polemica con nessuno, sono un dipendente dell’Asl e difendo la mia azienda ma il momento impone altre scelte. Certo, se fossi rimasto alla direzione sanitaria avrei portato avanti il percorso, già avviato, per avere una Tac mobile evitando l’accesso all’ospedale a pazienti sospetti”.

Scusi ma qualche perplessità resta: Lei aveva segnalato il problema ma non ha avuto risposta. Sembra difficile non pensare al fatto che lei e il personale sanitario non vi siate sentiti lasciati soli a combattere in prima linea.

”Guardi, le assicuro che in questi giorni non ho mai avuto il tempo di pensare alla solitudine. Ho lavorato come mai prima di ora e le assicuro che il mio impegno è stato sempre massimo. Abbiamo dovuto allestire altri supporti, come la tenda per il pre-triage e i posti letto, mentre per quanto riguarda i presidi siamo andati in difficoltà ma come tutto il Paese. No, non mi sono chiesto se fossi stato lasciato solo, però ho capito che occorreva fare qualcosa per smuovere la situazione magari individuando una persona che potesse dedicarsi solo a questo specifico compito”.

Ariano Irpino, dal Frangipane solidarietà Bellizzi

 

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