Sidigas, Foto Mario D'Argenio

È arrivata ieri la notizia del perfezionamento della cessione del ramo d’azienda a Iren Spa da parte di Sidigas.com. Una mossa che permetterà al gruppo di salvarsi, di rimborsare un’ingente somma all’Erario e alla Regione Campania e di salvaguardare i livelli occupazionali dei propri dipendenti. La questione, però, va analizzata in profondità per riuscire a capire quanto gli attori coinvolti si siano spesi per la buona riuscita dell’operazione, che ha visto coinvolti, oltre all’attuale management, al custode giudiziario e i Tribunali di Avellino e Napoli, anche  l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e la Regione Campania.

Il Gruppo Sidigas, infatti, esprime un passivo consolidato di oltre 242 milioni di euro, di cui oltre il 50% (pari a 127 milioni) verso l’Erario e oltre 60 milioni verso Arera, Ente pubblico regolatore del mercato del gas. Il Gruppo risulta quindi debitore verso Enti Pubblici per oltre 187 milioni di euro.

Il patrimonio netto, a seguito di un’ampia attività di revisione dei bilanci, evidenzia un deficit di oltre 137 milioni. A fronte di tale esposizione debitoria complessiva e di un deficit patrimoniale così rilevante, il custode giudiziario Francesco Baldassarre ha sottoposto alla Procura della Repubblica e al Tribunale di Avellino prima, e di Napoli poi, un complessivo Piano di Salvataggio del Gruppo.

Il Piano è stato strutturato dal nuovo management con l’assistenza di un team di professionisti in maniera da evitare lo scontato fallimento dell’intero Gruppo, che avrebbe danneggiato  tutti i creditori sociali e la forza lavoro impiegata.
Nonostante interessi personali divergenti che hanno contrastato in ogni modo l’operazione di salvataggio, è stata così finalmente attuata una prima fase del Piano approvato con il supporto dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della Regione Campania e di alcuni fornitori.

In particolare, l’operazione si chiude Alla fine di un percorso cominciato con le indagini del procuratore aggiunto Vincenzo d’Onofrio e del PM sostituto procuratore Vincenzo Russo, e convalidata dal gip di Avellino Marcello Rotondi, i quali – dopo il sequestro – hanno sposato il progetto presentato dal custode giudiziario e messo in piedi dal manager Dario Scalella con l’ausilio di un pool di professionisti, ritirando l’istanza di fallimento e proseguendo nel Piano di salvataggio.
In seguito, nonostante il passaggio della procedura per competenza territoriale presso il Tribunale di Napoli, lo stesso progetto è stato portato avanti anche dal gip di Napoli Linda Comella e dai sostituti procuratori Sergio Raimondi e Maria Sofia Cozza.
Il Piano di salvataggio si è potuto realizzare grazie anche all’importante lavoro della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, che ha omologato l’accordo di ristrutturazione, dell’Agenzia delle Entrate provinciale e regionale, dell’Agenzia delle Dogane e della Regione Campania.
Per raggiungere questo traguardo è stata decisiva la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, in considerazione della complessità della vicenda Sidigas, caratterizzata dal sequestro e dalla particolare strutturazione della massa debitoria.

Con l’Accordo di Ristrutturazione di Sidigas.com sarà dunque possibile rimborsare una prima tranche di oltre 35 milioni all’Erario e alla Regione Campania, stralciando una percentuale significativa del debito complessivo consolidato.
L’operazione di valorizzazione in continuità indiretta del ramo di azienda dedicato alla vendita di gas ai clienti finali, oltre a salvaguardare una realtà produttiva che fornisce gas a circa 52.000 clienti su 78 Comuni della Provincia di Avellino, garantirà importanti investimenti di sviluppo avendo anche offerto una prospettiva di crescita professionale a 20 dipendenti del Gruppo, raccolta da 9 unità.

 

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