È della scorsa settimana la notizia della manifesta volontà da parte della Procura di revocare l’incarico di liquidatore della Scandone di Luciano Basile.

Come riportato negli scorsi giorni, Basile e la sua squadra di legali starebbero facendo muro appellandosi alla mancanza di un provvedimento ufficiale in allegato alla mail con la quale si invitava il liquidatore a convocare l’assemblea dei soci per revocargli l’incarico e nominare un sostituto. Di fatto Basile si è rifiutato di convocare l’assemblea.

La novità odierna è che il collegio sindacale, l’organo di controllo della società, ha provveduto a convocare l’assemblea in autonomia, fissando la data per il 24 giugno. Il Codice Civile prevede, infatti, che laddove il liquidatore non provveda a convocare l’assemblea dei soci, specialmente se riguardante la sua revoca, allora il collegio sindacale è deputato a convocarla direttamente, onde evitare situazioni di stallo. Tutto, dunque, in perfetta linea con le norme e gli statuti, per cui completamente legittimo.

Per la Scandone inizia quindi un’altra settimana decisiva: lunedì l’udienza per il concordato in bianco, giovedì l’assemblea per il probabile cambio di liquidatore.

Se per la prima questione, come già ampiamente sottolineato, c’è da attendersi una proroga, anche a causa dell’esito del Riesame; per la seconda la faccenda sarà un po’ più complicato. La manifesta non volontà di Basile di lasciare l’incarico e le probabili difficoltà nel trovare un sostituto, lasciano ogni tipo di scenario aperto all’orizzonte.

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