di Tony Della Pia*

“Finito il periodo dell’isolamento forzato comincia la fase della presunta “rinascita” , il periodo in cui tutte e tutti tendono ad esorcizzare i tre mesi trascorsi,  che hanno determinato un mutamento nella quotidianità collettiva . Abbiamo visto bandiere sventolare, letto commoventi striscioni che recitavano la oramai nota frase “andrà tutto bene”, ascoltato appelli alla resistenza, molti sinceri ma tanti altri di circostanza. La vita normale non è stata semplice, non solo per la preoccupazione per quanto avveniva, ma anche e soprattutto per quello che vedevano, identità mascherate,  amicizie, fratellanza, rapporti collettivi improvvisamente e radicalmente stroncati, anche con violenza, da un fenomeno naturale. In fondo, a pensarci bene, il virus lo è. Tutte e tutti hanno sentito sulla loro pelle, nella loro carne nuda la debolezza di fronte alla potenza della natura. Tutte e tutti hanno avuto paura e, come avviene in circostanze simili, hanno cercato negli altri un sostegno umano, morale. Abbiamo vissuto, forse inconsapevolmente, una fase storica, nel senso che passerà alla storia, per chiarirmi, i nostri pronipoti se esisteranno leggeranno la nostra vita dai libri, tuttavia non ho la certezza che tale consapevolezza sia di dominio pubblico. Mi spiego, sono morte tante persone, lo ricordiamo ancora?  Ma soprattutto ricorderemo perché molte di queste hanno perso la vita? Quindi pongo a me stesso una domanda e la propongo a voi, riteniamo che lo smembramento del sistema sanitario pubblico a favore degli interessi privati abbia contribuito a determinare tutto ciò?  Io penso di si! Penso che la privatizzazione dello stato sociale non è un bene, soprattutto per la maggioranza che, se riflettete, è composta da voi. Tutti hanno elogiato medici, infermieri, operatori sanitari di ogni livello ma, tutti ricordano le condizioni in cui sono costretti a lavorare ogni giorno, prima, adesso e dopo l’epidemia? “Andrà tutto bene!” Siamo sicuri? Andrà tutto bene perché ritorneremo ad ingolfare strade e arterie delle nostre città? Perché finalmente aziende disoneste ricominceranno ad inquinare il cielo, l’acqua e la terra del nostro pianeta? Mentre altre, con l’alibi della crisi delocalizzeranno, licenziando lavoratrici e lavoratori oppure acutizzeranno con maggiore violenza la scure dello sfruttamento? Andrà tutto bene per i piccoli imprenditori,  gli artigiani , i micro operatori commerciali, turistici, di servizio che ad oggi non hanno ancora ricevuto un centesimo annunciato dai pomposi proclami dei vari governi regionali e nazionali? No, non andrà tutto bene, perché mentre assistevano agli inutili teatrini di lor signori, hanno chiuso o chiuderanno le loro attività. In irpina il dato è drammatico, talmente drammatico che colpisce corpi a noi vicini. Non andrà tutto bene per chi viveva nella povertà, era precario, lavoratore a nero ipersfruttato e oggi sfruttato fino all’inverosimile,  non andrà tutto bene per il Sud depredato, con l’avallo di un governo di nani e ballerine, di quelle poche risorse di cui disponeva. Non andrà tutto bene per l’Europa, quella che vorremmo,  quella dei popoli, della giustizia sociale,  vittima nelle mani dei poteri economico/finanziari. No, non andrà tutto bene, perchè chi comanda ci ha riconsegnato la libertà di essere mediocri”.

*segretario di Rifondazione Comunista

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