Il sindaco Vincenzo Ciampi elimina il simbolo della Città di Avellino dai manifesti virtuali targati M5S con cui, da ieri sera, sta spiegando, linea per linea programmatica, quali sono i punti salienti del suo documento di inizio mandato con tanto di elenco allegato dei consiglieri comunali che hanno espresso voto contrario. Ma la rete si sa non perdona, e così la corsa ai ripari del sindaco potrebbe non bastare ad evitargli un richiamo formale da parte della presidenza del consiglio.

Sul punto interviene il presidente dell’assise Ugo Maggio: «ho chiesto di mantenere equilibrio e tranquillità, ma mi rendo conto che quando la politica si sposta dai luoghi istituzionali ai social network, che personalmente non frequento, può succedere di tutto. Quello rappresenta il modus operandi del M5S e non lo discuto, ma bisogna sempre rispettare un’etica e le istituzioni. Quando si pone l’istituzione in modo strumentale siamo di fronte ad un errore. Il sindaco ha postato su un manifesto del M5S il logo del Comune, il simbolo della Città. Ho inviato una nota al segretario generale per capire in che modo ci si debba comportare istituzionalmente, immagino che la questione si risolverà con un richiamo formale al sindaco Vincenzo Ciampi. Il mio compito resta quello di tutelare tutti i consiglieri comunali. Non è il primo appello che ho fatto, ma mi rendo conto che questa è un’amministrazione particolare di difficile gestione proprio perché non ha un’identità politica precisa».

Maggio entra anche nel merito della questione: «le linee programmatiche non vengono votate per essere promosse o bocciate ma per definire maggioranza e opposizione. Ogni gruppo, durante la consiliatura, deve operare controllo, gestione e valutazione delle linee programmatiche. Non abbiamo bocciato nulla ma rimarcato, con il voto contrario, il fatto che il Movimento 5 Stelle ha vinto le elezioni ma non in pieno perché non ha i numeri e deve sempre racimolare consensi. Personalmente ho votato contro perché nel documento del sindaco non si capiscono modalità, tempistiche e risoluzioni dei problemi. Si poteva tranquillamente evitare di presentarle, evitare di farle dichiarare e poi successivamente, man mano, chiedere l’aiuto a tutte le forze politiche. I problemi di Avellino sono quelli e sono noti a tutti. Noi abbiamo votato contro una difficoltà che esiste nel far avviare quest’amministrazione. Non è possibile che dopo due mesi siamo allo stallo totale. Non abbiamo ancora Commissioni consiliari, non abbiamo ancora una maggioranza definita, come si può pensare di bonificare l’Isochimica. Purtroppo i post del sindaco hanno il sapore della campagna elettorale. Il punto è che il Consiglio Comunale va sempre rispettato perché rappresenta l’entità utile per far sì che l’amministrazione lavori con il contributo di tutti. Questo è un altro elemento che non va dimenticato. Quando si sarà riusciti ad inquadrare la situazione in questo senso si vorrà davvero il bene della città. Ci si siederà tutti, maggioranza e opposizione, e si lavorerà per la città. Invito a lavorare meno sui social ed essere più presenti in Comune. Questo significa lavorare e organizzare il futuro della città».

Post a parte, la votazione sulle linee programmatiche sarà utile alla definizione delle commissioni: «abbiamo un numero più consistente di maggioranza e un numero elevato di minoranza. E’ chiaro che nella composizione delle Commissioni consiliari dobbiamo rispettare dei criteri. Il primo è quello della proporzionalità che può avere un doppio senso, sia come rappresentanza di tutti i gruppi presenti, che risulta difficile visto che in capigruppo abbiamo 12 consiglieri che rappresentano un mini consiglio comunale, che come equa distribuzione tra maggioranza e minoranza. Dovremo essere bravi a trovare i giusti equilibri, quelli di pertinenza alla maggioranza andranno alla maggioranza e viceversa, ma sempre nel rispetto delle regole».

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