Nella giornata di ieri è stato presentato, presso il Circolo della Stampa di Avellino. il libro “Oltre le mura di Dite. Storie di migranti in fuga dall’Africa” di Valentina Spata.

Al centro dell’opera ci sono vicende che hanno interessato direttamente l’autrice, impegnata come operatore legale dell’Hotspot di Pozzallo. Durante il suo impegno la Spata ha avuto la possibilità di intervistare migliaia di persone arrivate dalla Libia.

A promuovere l’evento l’Associazione Idea Irpinia, da sempre impegnata nella promozione, tutela e valorizzazione del territorio irpino, per l’occasione  rappresentata dal suo coordinatore, Marcello Rocco.

Rocco ha palesato il suo orgoglio per aver avuto la possibilità di promuovere un libro così pieno di realtà; una realtà che non tutti conoscono.

“Valentina è una ragazza coraggiosa che ha deciso di dare voce a chi spesso si è visto negare i propri diritti, non solo nel paese dal quale fuggiva ma anche in quello dove arrivava. La dottoressa Spata ha affrontato questi problemi dall’alto della sua formazione sul campo e dei suoi studi, mentre siamo abituati ad assistere a tanta improvvisazione e ignoranza, specialmente in campo politico, quando trattiamo argomenti così delicati. Abbiamo la necessità quindi di conoscere per comprendere e poter affrontare quanto succede attorno a noi facendo le dovute distinzioni tra chi come Valentina e realtà come, ad esempio, Emergency con sensibilità, onestà e competenza affrontano tutto questo in maniera concreta ed umana e i faccendieri senza scrupoli che, in Irpinia come in altre realtà del nostro Paese, hanno creato un vero e proprio sistema criminale introno ai centri di accoglienza lucrando sulla sofferenza dei profughi e delle vittime. Il libro raccoglie più di 45000 storie che Valentina ha incontrato; storie di sofferenza, di scenari di guerra, di barbarie nei confronti delle donne, ma anche di fame e carestia, oltre che di persecuzioni politico-religiose. Dovremmo capire che questo problema va affrontato non solo come singolo Paese, ma come comunità Europea”.

L’obiettivo della Spata, d’altronde, è proprio quello di smuovere le coscenze, come affermato dalla stessa autrice.

“Questo è un argomento che raccoglie molta indifferenza e odio, per cui è necessario diffondere una realtà poco conosciuta. Il vero problema è l’integrazione. iamo ormai una società multiculturale e multietnica per cui è indispensabile organizzare un’accoglienza capace di avviare un efficace processo di integrazione. Con questo libro volevo offrire una narrazione diversa da quella che ci viene propinata ogni giorno. Ho cercato di dare voci a tutti gli intervistati, più di 40000 persone a cui ho fatto una promessa: la loro voce non doveva rimanere inascoltata. Ho raccontato tutto quello che accade in Africa, ho spiegato i dettagli e i motivi del percorso migratorio e quello che ho capito è che il principale motivo per la fuga non è la povertà, è la speranza di rischiare per una speranza”.

All’incontro era presente anche Marcello Ravveduto, docente presso l’Università di Salerno.

“Oltre il Sahara c’è un mondo che pulsa in cui gli uomini sono trattati come schiavi. Sappiamo troppo poco dell’Africa e spesso è solo a retorica per reclamare la difesa dell’invasione dell’occidente. Spesso questi migranti sono spogliati da ogni tipo di diritto e l’autrice fa bene ad utilizzare i termini olocausto e calvario per descrivere quelle situazioni. Dobbiamo cominciare a capire meglio l’Africa per capire meglio noi stessi”.

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