Irpinia: 350 imprese chiuse, La Stella: “servono aiuti concreti”

Mai così male negli ultimi 20 anni. Intervista al presidente della Camera di Commercio di Avellino.Dati preoccupanti, dubbi sulle misure di sostegno alle imprese, il brand Irpinia, lo sportello d'ascolto con Libera ed il rapporto con il comune di Avellino

Imprese in crisi, dati allarmanti ed incertezza per le misure di sostegno che il Governo ha messo in campo. Le realtà imprenditoriali irpine, ma non solo, arrancano nella fase post covid. La ripresa è lentissima ed a voler guardar lontano si intravedono nubi. I dati della Camera di Commercio di Avellino non lasciano molto spazio all’immaginazione “abbiamo un saldo negativo di circa 350 unità tra imprese aperte e chiuse nel primo trimestre del 2020. Non accadeva da oltre 20 anni” ci spiega il presidente Oreste La Stella. Dal suo osservatorio privilegiato il riferimento delle piccole e medie imprese irpine sottolinea le difficoltà estese a tutti i settori “automotive, polo conciario di Solofra, artigianato, soffrono tutti. Il commercio a parte i generi alimentari è fermo”. La priorità è “evitare un alto tasso di mortalità delle aziende” ma le misure di sostegno sono poco convincenti, sia Regionali che Governative “2000 euro possono andare bene per un privato, ma un’impresa cosa ci fa?” Afferma La Stella che già in passato ha sottolineato la contrarietà alle misure assistenzialistiche “servono prestiti a tassi agevolati ma con tempi di restituzione molto più lunghi”. A partire dai famosi 25 mila euro “non tutti li riescono ad averli ed anche in questo caso troppo breve il lasso di tempo per la restituzione”. E mentre oggi si arranca, cresce la preoccupazione per il futuro. I soldi dall’Europa arriveranno “credo nel 2021” manca ancora un’idea di spesa “non sappiamo come verranno trasferiti dagli organi intermedi alle imprese”.

La Camera di Commercio di Avellino nel frattempo non è rimasta a guardare ed ha messo in campo delle iniziative, finanziate con 7 milioni di euro, per aiutare le imprese nella quotidianità “abbiamo uno sportello informativo per l’orientamento all’accesso ai contributi perchè i Dpcm non sono chiari; bandi per contribuire alle spese di sanificazione, firma digitale, servizi telematici, abbattere i tassi di interesse sui prestiti. Andiamo incontro alle esigenze delle imprese sostenendole nella quotidianità”.

Lo stato di crisi aumenta anche la possibilità per gli imprenditori di finire nelle grinfie degli usurai. A tal proposito la Camera di Commercio non avendo gli strumenti necessari per sostenere gli imprenditori ha sottoscritto una collaborazione con l’associazione Libera. “Hanno le competenze per poter affrontare questi discorso. Insieme abbiamo realizzato un punto di ascolto per gli imprenditori in difficoltà, riceveranno assistenza e supporto”.

Programmare in questo contesto è ancora più difficile. Il turismo è uno dei pochi argomenti su cui tutti puntavano prima del covid e continueranno a farlo anche dopo “con il Vinitaly avevamo iniziato un discorso di “Brand Irpinia” la Camera di Commercio ha le carte in regola per portare avanti questo discorso. Il nostro non vuole essere un discorso da solisti, abbiamo il know how ed abbinandoci ad altri organi istituzionali potremmo lavorare insieme in un’unica direzione”.

servizio a cura di Paolo Matarazzo e Carlo Landolfo

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