Camerlingo con l'Orchestra da camera dei conservatori di Avellino e Napoli a San Pietro a Majella

Lo scorso 20 aprile presso la Prefettura di Avellino si è tenuto l’incontro istituzionale tra il neo Presidente del Conservatorio “Cimarosa” Achille Mottola con la Direttrice Maria Gabriella Della Sala e il Prefetto Paola Spena con il Questore Maurizio Terrazzi.

Il Presidente Mottola, il Prefetto Spena e la Direttrice della Sala

Nel corso dell’incontro, oltre a celebrare la riapertura in presenza dell’istituzione musicale dopo mesi di DAD a causa dell’emergenza covid, il Presidente Mottola ha ribadito non solo la mission del Conservatorio – formazione, produzione e ricerca musicale – ma anche il desiderio di riaprire le porte alla città in occasione del 50° compleanno del “Cimarosa”. Il Prefetto, dal canto suo, ha manifestato la volontà di aprire le porte del Palazzo di Governo per concerti e d eventi, come quello del 21 giugno, covid permettendo, in occasione della Festa della Musica. Dal canto suo la Direttrice Della Sala ha espresso la volontà di ripartire, oltre che con le lezioni in presenza, anche con una stagione di eventi e anche grazie all’Orchestra del Conservatorio di Avellino.

Il Direttore d’orchestra e docente del Conservatorio Giuseppe Camerlingo

Su tale ultimo punto vuole intervenire oggi il Direttore d’orchestra e docente di Esercitazioni Orchestrali del Cimarosa M° Giuseppe Camerlingo che ci scrive quanto segue.

“In riferimento alla comunicazione stampa dei nuovi vertici del Conservatorio di Avellino, Direttore e Presidente, in occasione dell’incontro con il Prefetto lo scorso 20 aprile, nel quale si annunciava la “nascita” di una nuova orchestra del Cimarosa, è utile, a beneficio di una informazione che superi il facile luccichio di facciata dei proclami, fornire alcune nozioni fondamentali ai lettori non necessariamente a conoscenza delle normali regole e del modo di operare del Conservatorio.

Camerlingo con l’Orchestra da camera dei conservatori di Avellino e Napoli a San Pietro a Majella

Le Istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale), fra le quali il Conservatorio Statale Cimarosa di Avellino è annoverato, sono Istituzioni di formazione universitaria, alle quali si iscrivono previo esame di ammissione gli aspiranti musicisti, per ricevere un insegnamento e conseguire titoli di studio (lauree) che consentano loro di accedere alle professioni della musica.

Benchè la legge 508 del 1999 di riforma dei Conservatori italiani introduca il termine “produzione” fra le attività di loro competenza, è importante sottolineare che la produzione musicale è necessariamente “correlata” all’attività formativa e non ne muta la natura e la missione. In sostanza, il Conservatorio non è e non potrà mai essere un ente di produzione musicale in senso professionale, poiché è naturale che gli studenti che partecipano alle produzioni concertistiche non sono ancora dei professionisti, per quanto belle ed entusiasmanti possano essere le loro performances. 

In questo quadro non si comprende proprio di che cosa parlino i nuovi vertici del Conservatorio quando annunciano la “nascita” di un’Orchestra del Cimarosa. Sembra davvero sorprendente che Direttore e Presidente, non certo alla prima esperienza, vogliano deliberatamente ignorare che un’Orchestra del Conservatorio Cimarosa esiste già da sempre, come d’altronde in tutti i Conservatori, ed è quella composta dagli allievi dei vari strumenti che, fra i vari insegnamenti strumentali e teorici, frequentano corsi di orchestra tenuti dai docenti di Esercitazioni Orchestrali, qualificati attraverso specifici concorsi ministeriali. Naturalmente l’Orchestra del Conservatorio, così formata, si avvale all’occorrenza della collaborazione di docenti interni e di eventuali ex allievi o professionisti esterni, ma la sua natura è quella di un’orchestra di formazione, guidata con criteri didattici.

Purtroppo invece nei proclami dei nostri dirigenti non si fa minimamente accenno alle competenze necessarie e addirittura si ipotizzano uscite imminenti dell’immaginario nuovo organismo, ignorando che da più di un anno a questa parte i ragazzi non hanno potuto suonare una nota insieme, per gli ovvi motivi che conosciamo.

Per carità, i sogni sono cose bellissime, ma a furia di sogni e vetrine giornalistiche qui ci si dimentica che molti studenti a fine aprile non hanno ancora un insegnante di strumento, che l’auditorium, preziosa dotazione, indispensabile alla formazione orchestrale e a tante altre attività, è ancora in stato di abbandono nell’inanità totale, a causa di un allagamento avvenuto nel mese di novembre, e che probabilmente ha danneggiato l’organo solo recentemente restaurato e mai utilizzato. 

Che non esiste un’organizzazione delle lezioni e gli studenti non sanno come dividersi nel disordine delle sovrapposizioni fra corsi in DaD e in presenza, che molti corsi devono ancora incominciare, che il contratto decentrato non è neanche abbozzato e che l’Istituto rischia la paralisi a causa di conflitti istituzionali e assenza di dialogo.

Forse proprio il fatto che su questi temi reali non si concentrino le energie dei nostri dirigenti è indicativo dell’irrealtà dei loro proclami. Forse non hanno ancora capito quello che serve al Conservatorio Cimarosa”.

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