Questa interrogazione, rivolta al sindaco e all’assessore delegato all’acquedotto, presentata già lo scorso 23 dicembre 2020 e riproposta quest’oggi in quanto rimasta inevasa, riguarda la lunga fase di emergenza idrica che, ormai, nel nostro comune tende, ogni anno che passa, ad avere un ciclo di durata sempre più lungo, con conseguenti disagi in primo luogo per i cittadini utenti.
Sia chiaro, il sottoscritto non si occupa di questo argomento perché oggi veste i panni di oppositore di questo esecutivo, bensì perché egli ha a cuore solo ed unicamente il benessere e gli interessi collettivi dei cittadini serinesi.
Lo dimostra il fatto che nel 2017, il 2 di ottobre, praticamente dopo un anno e mezzo circa dall’insediamento dell’amministrazione, della quale faceva parte con il ruolo di assessore, scriveva una missiva al sindaco, contenente proposte ed azioni concrete per affrontare l’emergenza idrica che a partire da quel periodo, anno più anno meno, cominciava a farsi ogni stagione sempre più grave e lunga.
Proprio quell’anno la crisi fu particolarmente grave in buona parte della nostra regione e del Paese intero, tant’è che organizzammo come associazione politico-culturale “Be – Enrico Berlinguer” una raccolta di firme di cittadini in calce ad una petizione per chiedere al presidente della giunta regionale i fondi necessari per un ammodernamento della rete di distribuzione, dal momento che la dispersione dovuta alla fatiscenza di parti consistenti di essa è tra le principali cause della crisi.
Il sottoscritto proponeva, attraverso quella lettera anche misure contingenti quali, per esempio, l’emanazione di un’ordinanza sindacale per vietare, nel periodo da settembre a novembre, l’uso non domestico dell’acqua, a cominciare dalle fabbriche dove si lavorano le castagne che, avrebbero potuto impiegare acqua di pozzo, autotrasportata, per curare le castagne e soprattutto una più attenta vigilanza per scoraggiare e sanzionare l’uso improprio dell’acqua potabile e scovare e reprimere i tanti allacci abusivi presenti soprattutto nelle zone agricole, come tutti sanno.
Ebbene, non solo il sottoscritto non fu minimamente ascoltato ma dovette prendere atto che l’iniziativa, si ripete, voleva essere un contributo costruttivo per risolvere un problema, provocò l’irritazione del sindaco, sfociata in aperta ostilità.
Quest’ultimo, in più fasi ha annunciato, anche attraverso articoli di giornale, come per esempio quello del quotidiano Il Mattino del 4 novembre scorso, la realizzazione di un nuovo pozzo per la captazione dell’acqua e annuncia, per la verità in maniera alquanto generica, di avere pronto un “piano complessivo di rifacimento dell’acquedotto comunale, un intervento da sei milioni di euro”.
Conclude affermando che “l’ottenimento del finanziamento è stato rallentato dall’emergenza sanitaria”.
Alla luce di quanto sopra il sottoscritto chiede di sapere:
1) Qual è lo stato di progettazione o esecuzione, anche approssimativi, del nuovo pozzo, ovvero i tempi di realizzazione dell’opera?
2) E’ vero, come dice qualcuno, che tale idea di costruire il nuovo impianto di sollevamento è stata per ora accantonata visto che l’Alto Calore sembra abbia concesso al Comune di Serino, l’uso seppure parziale e limitato nel tempo, di un suo pozzo, attualmente fuori servizio, in località Isca?
3) Esiste già un progetto esecutivo delle opere di raccordo dell’impianto alla condotta principale?
4) Questo mega progetto cui lei si riferisce è un progetto di massima, un progetto esecutivo o cos’altro?
5) Chi è il tecnico progettista incaricato? Sono stati assunti atti amministrativi quali, per esempio deliberazioni della Giunta municipale oppure ci stanno lavorando tecnici dell’UTC?
6) Può essere più chiaro, magari indicando e mettendo a disposizione almeno dei consiglieri carte e documenti inerenti questi finanziamenti?
Si richiedono risposte scritte, possibilmente senza aspettare mesi, grazie.

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