Si intitola “Pistole, vita e mutande di gente perbene“, l’opera prima di Salvatore Barbaro giovane scrittore avellinese trapiantato a Firenze. Edito da “Le Mezzelane” (pp. 224, disponibile anche in formato e-book), il libro sarà presentato domenica 26 marzo presso la vineria Siremeu, alla presenza dell’autore. Una storia tutta meridionale, raccontata attraverso le vite di tre personaggi che, spiega l’autore, «provengono dal Sud, ma i loro profili sono rintracciabili a Milano, Firenze, Treviso. Tutta l’Italia è, a mio avviso, un grande Meridione».

Morti, tradimenti, gente disposta a tutto per il potere e per il denaro. Storie «toste» che però «lasciano sempre emergere la possibilità di riscatto dei protagonisti. Anche tra tanto sangue e morte, può nascere il lieto fine».

Nel libro ci sono anche un passaggi autobiografici che riguardano la vita stessa di Barbaro e il suo quartiere d’origine, Borgo Ferrovia: «il terzo racconto –spiega ancora l’autore- è un po’ quello della mia vita. E’ la storia di questo giovane meridionale che rivive la propria esistenza tramite flash back, facendo a cazzotti con le difficoltà di tutti i giorni. La Ferrovia è presente nel secondo racconto: la chiamo “Piano”, un borgo come tanti, con il suo boss, il campo da calcio, il bar, il circolo e i suoi piccoli personaggio da romanzo criminale».

Barbaro, alla sua prima esperienza come scrittore, non nasconde le difficoltà nel trovare tempo e modalità per pubblicare un libro: «non è semplice, bisogna ritagliarsi lo spazio necessario. Tra lavoro e impegni da giovane papà, spesso mi alzo alle cinque del mattino e ‘imbratto’ fogli prima che la routine quotidiana abbia inizio. Sono stato però fortunato a trovare la casa editrice “Le Mezzelane” che ha creduto in me realizzando un piccolo ma importantissimo sogno. Un’iniezione di fiducia che, non lo nascondo, mi hanno spinto ad iniziare a lavorare già ad un secondo racconto. Avellino e il Sud saranno sempre nel mio cuore e nelle mie pagine».

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