Avellino – Nell’immediato ci saranno le sanzioni, ma non si escludono azioni di esproprio per quei palazzi abbandonati, testimoni del terremoto dell’Ottanta insieme alle loro macerie rimaste lì per 40 anni. L’annuncio lo dà il primo cittadino, Gianluca Festa, durante il convegno “Il Castello e le sue prospettive” promosso dall’associazione Terrafuoco in collaborazione con l’ordine degli architetti.

Proprio sul Castello e la piazza adiacente il sindaco annuncia le sue intenzioni: «C’è la volontà di riqualificarlo, dopo anni di abbandono – spiega Festa. Mentre per la piazza, abbiamo appaltato i lavori per la bretella di collegamento tra via Circumvallazione e corso Umberto, ma sto incontrando l’impresa Co.Ge.Pa. per provare a risolvere il contenzioso che è nato sette anni fa in modo da far riprendere i lavori. Vogliamo completare la piazza e contestualmente voglio anche trovare il modo per riqualificare il Castello. Il mio obiettivo è riqualificare l’intera area. Voglio restituire questa parte di città alla comunità. Questo è il primo step immediato. Nel frattempo continuiamo con la progettazione della Dogana e poi c’è il tema delle due porte della città Est e Ovest».

Il rilancio della città passa per il recupero di quelle strutture e spazi di proprietà comunale, ma le attenzioni sono rivolte anche alle strutture private, dai buchi neri ai palazzi abbandonati dopo il Terremoto. «Chi entra dalla porta Est della città si ritrova di fronte a uno spettacolo di degrado, con tante case diroccate, uno scenario da Kabul. Sembra che il terremoto ci sia stato l’anno scorso e non 40 anni fa». L’amministrazione è pronta ad invertire la rotta, anzi a premere sull’acceleratore. «Questo degrado che è diventato insopportabile e lo dico da avellinese prima che da sindaco. Dobbiamo immaginare un intervento che ci riconsegni una zona riqualificata degna finalmente di un Comune capoluogo, degna finalmente della porta d’ingresso della città, anche con azioni di esproprio ai danni del privato. L’interesse pubblico è prevalente su qualsiasi tipo di interesse privato».

Il sindaco, dunque, si prepara a mettere in campo azioni importanti come quella degli espropri. «Se quella è la strada non ho problemi ad attuarla – prosegue Festa. Non possiamo più consentire che la città sia in quelle condizioni. Questa iniziativa riguarderebbe tutta Avellino, compreso il Corso Vittorio Emanuele. Abbiamo anche aumentato a 500 euro a unità abitativa le multe per chi non rispetta il decoro urbano. Gli uffici hanno già avuto indicazione, per tutta la città, di cominciare ad elevare queste multe».

La lotta per il recupero del decoro urbano, quindi è pronta ad essere avviata. Nel breve periodo si comincerà con le sanzioni, mentre nel medio periodo si guarda agli espropri. «Inizialmente diffideremo i proprietari di palazzi diroccati o abbandonati chiedendo loro che facciano i lavori, altrimenti verranno elevate le sanzioni. Poi, laddove possibile, ci saranno gli espropri e questo vale per tutta la città, dal Corso a Viale Italia e via Francesco Tedesco. Compatibilmente con le casse comunali e le scelte strategiche che vogliamo mettere in campo».

Sull’argomento del convegno, il Castello, interviene anche l’assessore all’Urbanistica, Emma Buondonno. «E’ fondamentale recuperare tutte quelle parti della città che costituiscono la memoria di Avellino – spiega. Il Castello è una parte principale. Il problema è sempre legato ad una scelta, se fare in modo che venga valorizzato da un punto di vista di reperto che ormai è ruderizzato o se immaginarne una ricomposizione. Sicuramente anche se oggi assume il carattere di un bene allo stato di rudere è comunque importante come continuità con l’elemento naturale. Il paradosso è che probabilmente non ha più né la funzione né la sagoma del castello originario. Ma in un certo senso rappresenta anche quelle parti dell’architettura che vengono assorbite dall’architettura dei luoghi. E in quanto tale esprime il valore di una natura che, con il tempo, riesce anche ad assorbire quello che noi trasformiamo. Per noi significa perdere un elemento significativo, ma lo dobbiamo anche considerare come una parte di un ciclo di vita. L’architettura fa parte della natura ed è natura essa stessa».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui