Luigi Cipriano con la sua inseparabile Olympus

E’ appena uscito sulla piattaforma Blurb “Oltre. Viaggio onirico di evasione dalla pandemia Covid-19” del fotografo irpino Luigi Cipriano.

Luigi Cipriano con la sua inseparabile Olympus

Nativo di Guardia dei Lombardi ma avellinese d’adozione, Cipriano, che con umiltà si definisce “fotoamatore”, conduce il lettore alla scoperta delle delicate emozioni che permeano da sempre le sue immagini. Si tratta di un mondo silenzioso, dove però vibra una vita nascosta, un po’ come quella che la pandemia ha costretto tutti a scoprire rinchiudendoci nelle case e privandoci delle nostre consuetudini.

Prosegue, in un certo senso, il discorso del suo precedente volume, sempre edito da Blurb, dal titolo “Vertical city extended”, selezionata all’Urban Book Awards Festival Internazionale di Fotografia Urbana Trieste Photo Days.

Tra i tanti angoli visuali da cui raccontare la pandemia, Cipriano ha scelto quello che gli si addice di più, lo sguardo intimo e onirico capace di far parlare il silenzio, le emozioni mute, i pensieri circolari che hanno affollato l’inconscio di ognuno.

Nelle 46 immagini, suddivise in 9 sezioni, scorre il tempo del lockdown, un tempo circolare, un tempo interrogativo, un tempo sussultante tra il clamore dei notiziari e il silenzioso rincorrersi delle paure, tra la corsa trattenuta verso la speranza e l’anelito a ritrovare una libertà perduta.

Dove può trovare conciliazione tutto ciò? Solo nel sogno, sembra suggerire Cipriano, nell’unica dimensione che l’uomo conosce dove reale e immaginario possono convivere simultaneamente e interagire per rivelare, come Tarocchi estratti da una mano fatata, quel messaggio ulteriore, quello spunto per una ricerca di senso tanto più necessaria quanto più inquietante si presenta l’essenza del presente.

Nelle foto, infatti, la sospensione, l’irrealtà sono rese con effetti di post produzione, nebbiosi flou di attimi già scolpiti in una memoria che rimarrà perenne, giochi di colori un poi rugginosi e verdognoli come ossidati dal residuo dell’emozione, asciugata ma non evaporata dopo questi lunghi mesi di vita sospesa.

A corroborare le immagini di Cipriano, precedute dall’introduzione del prof. Fulvio Bortolozzo (Istituto del Design Torino),  i versi di poeti italiani come: Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Alessandro Carrera, Domenico Cipriano, Maurizio Cucchi, Plinio Perilli, Luigia Sorrentino, Luigi Fontanella e Gian Mario Villalta.

A questo link si può richiedere la stampa del libro fotografico. 

Di seguito la descrizione delle nove sezioni del libro che rappresentano i vari stati d’animo, dalla chiusura, il durante, e alla speranza fine dell’isolamento sociale.

Sezione 1: Il Modo Fuori

Rappresenta la chiusura del mondo e la paura sull’incertezza del futuro, con immagini che rappresentano la chiusura e lo sgretolamento delle nostre certezze, materializzando la distruzione.

Sezione 2: Le mura.

Rappresentano l’ostacolo tra le mura interne e il mondo fuori.

Sezione 3: Finestre

Rappresentano il filtro tra quello che c’è tra il nostro ambiente sicuro e la voglia di uscire fuori.

Sezione 4: Isolati

Rappresenta lo scorrere del tempo chiuso dentro le nostre case, con i gesti e gli oggetti della nostra vita, quanto le azioni quotidiane. 

Sezione 5: Riflessioni

Rappresentano i pensieri su quello che sta succedendo, la realtà contingente, le preoccupazioni e la ricerca della libertà dei più piccoli.

Sezione 6: Argini

Rappresenta l’immaginario della vita che poteva scorrere in assenza del lockdown e che a causa della pandemia non potevamo svolgere: la voglia di una giornata al mare, di rifugiarsi nel verde della natura, il viaggiare, le passeggiate.

Sezione 7: I paesaggi oltre le mura,

Rappresenta la speranza verso la fase due, cioè l’uscita graduale dal lockdown.

Sezione 8: L’infinito,

Rappresenta la fine una fase e l’uscita verso il mondo esterno con lo scorso giugno.

Sezione 9: Le panchine

Rappresenta il guardare con ammirazione il mondo fuori, finalmente con la speranza di assaporare ciò che ci sembrava aver perso: la libertà.

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