Raffaele Villanova e Lucio Lazzaruolo, i Notturno Concertante

Abbiamo deciso di chiamare questo spazio quotidiano di arte e creatività “Idee Resistenti” per due motivi, il primo è che questi sono giorni in cui tutti ci confrontiamo con una situazione che ci impone di resistere stando in casa e adottando tutte le precauzioni richieste. La seconda è che la forza delle idee che gli artisti irpini e i lettori ci stanno inviando può resistere al tempo; ciò che la quarantena ci sta insegnando, infatti, è che coltivare la bellezza aiuta a proiettare la mente oltre questo difficile presente per immaginare il futuro. Continuate perciò a inviarci racconti, fotografie, dipinti, canzoni scrivendo a: eventi@ilciriaco.it.

Raffaele Villanova e Lucio Lazzaruolo, i Notturno Concertante

Il video che oggi ci ha riproposto la storica band progressive rock irpina, Notturno Concertante, è la testimonianza di un magnifico concerto tenutosi nel 2019 a Roma. Sul palco Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova, alle chitarre e tastiere, con un ospite davvero speciale: Ray Wilson. Wilson è noto agli amanti del rock progressive per essere stato la voce dei Genesis dal 1993 al 1996 e del loro album “Calling all stations” (1997). Per conoscere la storia e la lunga carriera del Notturno Concertante, c’è la scheda bio in fondo all’articolo.

Il Notturno Concertante ha al suo attivo ben 6 album e uno ormai pronto per essere pubblicato dal titolo “Let them say” per Luminol Records. Nell’intervista che segue Lucio Lazzaruolo ci parla della sua quarantena, di Ray Wilson e del nuovo disco di cui ci anticipa la copertina dipinta dal pittore Fabio Mingarelli.

Lucio Lazzaruolo, come stai vivendo questi giorni di quarantena?

Notturno Concertante con Steve Hackett già nei leggendari Genesis

“Questi giorni di quarantena cerco di sfruttarli, per quel che posso, registrando nuove idee musicali, anche con la collaborazione a distanza degli altri componenti del gruppo (Raffaele Villanova e Francesco Margherita). Ci inviamo l’un l’altro delle idee dalle quali potrebbero nascere nuovi brani. Stavamo pensando pure a una sorta di prova a distanza, ma tecnicamente potrebbero esserci dei problemi. C’è questa aria intrisa di pericolo e costante preoccupazione per quel che succede e per quello che potrebbe succedere. Le occupazioni intellettuali possono essere un balsamo per l’anima, ma permane ovviamente questo retrogusto amaro che non ti permette di apprezzare adeguatamente un libro, un film, la musica stessa. In questo momento c’è solo la preoccupazione per quanto sta avvenendo e la speranza che tutto torni al più presto alla normalità”.

I musicisti, le compagnie teatrali e di danza, i festival, tutto il sistema è sconvolto da ciò che sta succedendo ma si tratta di lavoratori che sono meno tutelati di altri e di un settore che rischia una crisi enorme, ci vorrebbe una maggiore considerazione da parte della politica anche per questo settore produttivo?

“Lo sappiamo tutti bene: la cultura non è mai stata al centro dei pensieri dei nostri governi, e certo non può esserlo in questo momento. In futuro mi piacerebbe che venissero organizzati dei concerti in cui la musica viene ascoltata, recepita e non solo “vista”, come accade sempre più spesso. E vorrei che gli organi preposti ad erogare finanziamenti avessero un occhio di riguardo non solo per le sagre più o meno camuffate da eventi culturali. Avremmo dovuto suonare a Roma il 4 aprile, ma la data è stata rinviata a novembre. In questa occasione suoneremo assieme al flautista John Hackett, il fratello di Steve, il chitarrista dell’epoca d’oro dei Genesis. Ci proporremo in una versione davvero insolita: due chitarre classiche, batteria e violino. A Roma eseguiremo pezzi di nostra composizione e un paio di brani dei Genesis, profondamente rivisitati. Il nostro nuovo cd è pronto, ma ora, ovviamente, è tutto in standby”.

Come sarà il vostro prossimo disco?

Notturno Concertante, copertina Let Them Say dipinta da Fabio Mingarelli

“È un disco molto particolare, interamente strumentale, nato dal connubio tra strumenti acustici, elettronica e loop. Per noi una nuova sfida. La copertina è di Fabio Mingarelli, un artista che ammiro tantissimo. È stato mio compagno di scuola alle medie e ho scoperto da qualche anno, dopo esserci persi di vista a lungo, che è diventato un artista bravissimo. Tra l’altro nel disco ci siamo avvalsi di strumentisti americani, canadesi e giapponesi. Questo grazie alle immense possibilità della rete. Il nuovo album sarà più che altro disponibile in streaming, ma nei stamperemo alcune copie per i nostalgici del supporto fisico (come noi…). In preparazione ce n’è ancora un altro, che sarà molto diverso da quello che sta per uscire, visto che sarà basato su quella insolita formazione di cui ho detto prima”.

Ci racconti l’incontro con Ray Wilson?

“Avevo conosciuto Ray Wilson prima di un concerto del 2008, suonavamo sullo stesso

Notturno Concertante e Ray Wilson

palco, noi con un quartetto d’archi (è stata l’ultima esibizione con noi del povero Antonio D’Alessio, una bellissima persona e un bravissimo bassista). Avevamo scambiato quattro chiacchiere in quell’occasione, ma poi l’ho conosciuto molto meglio quando abbiamo suonato per la prima volta assieme a Calvi. Sono andato a prenderlo con un amico all’aeroporto. Giunti a destinazione abbiamo parlato a lungo. Sono un grande fan dei Genesis e non mi è parso vero, data la sua disponibilità, di parlare del mitico gruppo con lui. Ray è stato molto prodigo di particolari, rivelando, tra l’altro, la sua ammirazione per Tony Banks, il tastierista. Mi ha parlato a cena di altri musicisti con cui ha suonato Steve Hackett, John Wetton o che ha conosciuto, Fish dei Marillion. Dopo aver provato assieme a lui (ha una voce fantastica, inutile dirlo) gli abbiamo fatto ascoltare qualche nostro brano e qualche rivisitazione dei Genesis con le chitarre classiche. E mi pare che i brani non gli siano dispiaciuti. Insomma è nato un bel rapporto, rafforzato anche da altri concerti tenuti assieme successivamente. L’ultimo concerto che abbiamo tenuto assieme a Ray è stato immortalato su un triplo dvd, intitolato When Ray in Rome. I proventi della vendita vengono devoluti a Emergency”.

 

Notturno Concertante

Il Notturno Concertante è un gruppo che ha al suo attivo sei cd, di prossima pubblicazione un nuovo album intitolato “Let them say” (Luminol Records).
Tra le numerose collaborazioni del gruppo, la pubblicazione del brano ”Nocturne” nell’ambito della compilation Double Exposure, curata da Steven Wilson. A tale compilation ha partecipato, fra gli altri, anche l’ex chitarrista dei Genesis Anthony Phillips.

Il gruppo ha pure sonorizzato vari racconti radiofonici della scrittrice Giovanna Iorio per Radio 3 Rai.

Inoltre il Notturno Concertante ha collaborato con Tony Pagliuca (tastierista delle Orme), con il poeta bolognese Stefano Benni, con lo scrittore, vincitore del premio Campiello, Andrea Tarabbia e con le attrici Lina Sastri, Pamela Villoresi, Daniela Poggi e Barbara Alberti.

I componenti storici del Notturno Concertante sono Lucio Lazzaruolo chitarre e tastiere e il chitarrista Raffaele Villanova.

Il Notturno Concertante ha scritto ed eseguito le musiche per diversi film tra i quali “L’ultimo goal” (regia di Federico Di Cicilia) e per il documentario “Con i miei occhi” del regista Giorgio Diritti (2013).

Ha inoltre composto le musiche per la serie “La clinica degli animali” (di Tania Pedroni, Canale 5, 2002), Terra e fede (Rai 2, 2002).

Di recente il gruppo si è esibito in diversi concerti con il cantante scozzese Ray Wilson (ex Genesis).

 

 

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