«La dirigente scolastica del Liceo Scientifico ”Mancini” di Avellino, professoressa Carolina Caruso, interviene con un confuso comunicato, dal tono vagamente autoritario, sulle questioni del Tedesco nel Liceo, senza dare alcuna risposta alle questioni sollevate da più parti, ma soffermandosi , dopo un mese, solo su aspetti marginali». A dichiararlo è lo scrittore Franco Festa, ex docente del liceo Mancini, che continua: «ci premuriamo perciò di formularle ancora più chiaramente i problemi posti, non solo dal sottoscritto, quale ex docente bene informato sul problema, ma da genitori, da associazioni, dal preside Gesa, che ha diretto per tantissimi anni il Liceo, da autorevoli esponenti politici e da un’ ampia parte della città, che ha reagito con sdegno unanime alle sue decisioni. Per quale motivo serio, logico, motivato e credibile il Tedesco, dopo 80 anni, è stato spostato dal corso A al corso F? L’affermazione della dirigente che sia stato fatto per mettere ordine è infatti una contraddizione in termini, visto il manifesto disordine che la scelta provoca. Quali sono gli organi di democrazia scolastica – Collegio dei docenti, Consiglio di Istituto- che hanno discusso della questione e deliberato su di essa? E’ vero o non è vero che la decisione di eliminare il Tedesco dal corso A, come hanno affermato anche eminenti esponenti del PD e di SEL, farà venire meno la possibilità di conseguire il diploma Dsd, ovvero il diploma di lingua tedesca che attesta l’acquisizione della competenza ai livelli B2 e C1 del quadro europeo delle lingue, fino ad oggi fiore all’occhiello, sul terreno della innovazione, del Liceo Scientifico di Avellino e di pochissime altre scuole in Italia? E’ vero o non è vero che con questa operazione si tende di fatto – come si evince dal tono di sottile disprezzo nei confronti di questa lingua usato nel comunicato – a cancellare nei prossimi anni il Tedesco dal Liceo Scientifico, al posto di valorizzarlo adeguatamente dentro la propria proposta formativa? E’ vero o non è vero che nessuno aveva osato tanto, negli 80 anni di vita del Liceo? E se è vero, la dirigente si è data una risposta sul senso delle scelte di tutti i suoi illustri predecessori, tese non solo a difendere il Tedesco nel corso A, ma il prestigio culturale della intera comunità scolastica? E potremmo continuare, sulle molte inesattezze sul bilinguismo che la preside Caruso, nascondendosi dietro la Dirigente Grano, ha sostenuto nel suo comunicato. Ci basterebbero, per ora, risposte chiare e motivate sulle domande fin qui poste. Rinnoviamo intanto l’ invito ai docenti, ai genitori, agli alunni, agli alunni del Liceo di oggi e di ieri e a tutti i cittadini, a far sentire sempre più alta e coraggiosa la propria voce, contro l’operazione oscura e antidemocratica che tende a colpire così duramente il “Mancini”».

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