«A tre mesi dall’insediamento della giunta Ciampi e del M5S al governo della città, c’è una condizione generale di immobilismo. La macchina amministrativa è bloccata, cosi come le commissioni. Tutto questo mentre la città è esposta ad un’azione, praticamente quotidiana, di propaganda, svolta in primis dal sindaco che serve a coprire il vuoto di pensiero di questo governo. Lo dico perché questo serve a spiegare la mia e la nostra posizione rispetto a questa vicenda». Nadia Arace, capogruppo di “Si Può” in consiglio comunale, ha illustrato, nel corso di una conferenza stampa, le ragioni per le quali non ha sottoscritto la mozione di sfiducia al sindaco, presentata dal gruppo “Mai Più” di Luca Cipriano e condivisa da nove consiglieri. «Nel ballottaggio – ricorda la Arace – avevamo scelto di non dare indicazioni di voto né Pizza, di cui temevamo la mancanza di autonomia né per Ciampi da cui ci divide una sostanziale incompatibilità in termini di incultura politica che sta esprimendo al governo della città». Nel merito della vicenda la consigliera ha affermato che «il bene della città chiama tutti noi a compiere scelte responsabili per il bene della città. E quando siamo di fronte ad una condizione di palese immobilismo, ingovernabili, incapacità ed instabilità si deve aprire una riflessione seria sul futuro della città». E questo soprattutto «dopo l’esito del voto sulle linee programmatiche dove 23 consiglieri su 32 hanno bocciato gli indirizzi di governo». A rigor di logica «un sindaco senza un mandato e senza una maggioranza può fare solo una cosa: dimettersi. Ma Ciampi non l’ha fatto, scegliendo la via dell’ostinazione e dunque la scelta della responsabilità non può che essere in capo al consiglio comunale»». La Arace ha sottolineato «di aver detto in tante di occasioni che avrei sostenuto qualsiasi tentativo utile a superare questa condizione. Tre gruppi hanno consegnato una mozione di sfiducia. E’ un fatto nuovo, una strada verso la quale andare, a patto che non sia una cosa strumentale per costruire argomentazioni a vantaggio di chi dice oggi firmo questa, ma domani non firmo quella. Io sono chiara: firmo questa e qualunque altra mozione, ma ad una condizione: il passaggio della mozione che fa riferimento a ad accordi di governo, contratto di governo, patto di garanzia che è stato ricercato verso il sindaco e che lui ha disatteso venga stralciato perché è una cosa che compete ad alcuni gruppi politici ma non al mio». La Arace, in sostanza, chiede e rivendica un distinguo politico chiaro tra il suo gruppo e chi (Cipriano, Preziosi che ha però pubblicamente chiesto scusa) ha sostenuto Ciampi al ballottaggio. «Noi non abbiamo chiesto di fare accordi o di entrare in giunta, ma solo di proporre soluzioni ai problemi della città in aula e non certo per Ciampi». Non solo. La consigliera punge il gruppo dei Popolari «che hanno chiesto la mia firma sulla mozione. Io la firmo, ma aspetto ancora le loro sotto l’esposto-denuncia per la storia dei “6×3″». Infine il Pd. «In questo consiglio diversi gruppi, cominciando dal sindaco e dai Cinque Stelle, parlano di bene della città, salvo poi infilare negli enti dei loro sostenitori, in continuità con chi li ha preceduti. Il Pd rende subalterni gli interessi della città a quelli della sua bottega. Al Pd chiedo un gesto di chiarezza e un’azione conseguente, ma che sia immediata. La città ha bisogno di un governo, che sia di Ciampi che sia, come spero, un altro che verrà fuori dalle elezioni di primavera, qualunque scelta il Pd abbia in mente non la vincoli alle scadenze elettorali: la faccia e subito».

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