Alcuni consiglieri comunali hanno preso l’iniziativa per un confronto tra amministratori locali e forze politiche per costruire all’Ente Provincia uno schieramento progressista che si confronti con il centrodestra, al di fuori di logiche trasformistiche e consociative che hanno caratterizzato negli ultimi anni la conduzione dell’ente. I firmatari del documento ritengono questo passaggio fondamentale e preliminare per restituire protagonismo e incisività all’azione della Provincia, nella chiarezza delle posizioni politiche e di precise opzioni programmatiche, soprattutto sui grandi temi che interessano l’Irpinia. L’appello dei firmatari chiama ad un confronto pubblico amministratori e politici che si richiamano ai valori del riformismo democratico. L’appuntamento è fissato per mercoledi 3 novembre alle ore 17 al circolo della stampa di Avellino.

IL DOCUMENTO

La Provincia non può essere “spoliticizzata”
Auspichiamo un reale confronto di idee e progetti per lo sviluppo dell’intera Irpinia.
Tra poco più di un mese si terranno le elezioni provinciali secondo le regole fissate dalla Legge del Rio. Si tratta di consultazioni di secondo livello in cui sono gli amministratori comunali a scegliere gli organi di Governo della nostra Provincia. Le province hanno poteri e funzioni in materie di grande rilievo e impatto nella vita quotidiane dei cittadini. Eppure, le elezioni provinciali sono scomparse dall’orizzonte politico e dagli interessi dei cittadini. Gli organi di informazione le descrivono come una partita tra addetti ai lavori, scissa dai reali interessi dei cittadini, come un confronto privo di qualsiasi riferimento politico-progettuale.
Si tratta di una tendenza di carattere generale che in Irpinia ha corrisposto ad un progressivo arretramento del protagonismo e del ruolo strategico di un Ente che in passato ha esercitato un ruolo non secondario nell’innesco di processi di sviluppo territoriale e che in ogni caso si è proposto come luogo di discussione di progetti e disegni politico-programmatici.
Da troppo tempo l’Ente Provincia Irpino è ripiegato in una dimensione autonoma e separata, del tutto avulsa dal suo contesto politico sociale ed economico.
Di fatto, i problemi veri di questa provincia si trascinano nell’indifferenza dei rappresentanti
dell’Ente. In questo estraniamento interessato dalla realtà, la Provincia si è separata dalle grandi questioni del suo territorio: ciclo dei rifiuti, Alto Calore, PNNR, crisi economica e sociale, per citare quelle più urgenti e drammatiche.
A questa dimensione subpolitica concorre un esasperato modello consociativo che si stabilisce tra tutti gli eletti dagli amministratori locali, che dal momento in cui varcano Palazzo Caracciolo sono interessati alla mera difesa di interessi localistici, e si impegnano ad oltranza in pratiche compromissorie.
E tale impostazione si sta riverberando e “fortificando” anche in questa silente campagna elettorale caratterizzata dall’assenza di qualsiasi contributo programmatico e di idee generali per lo sviluppo generale della nostra provincia.
I poteri di fatto, quelli brutali della rendita economica di potentati locali ed extraprovinciali trovano convenienza e comodità nel silenziare un qualsiasi dibattito che abbia significato e valore politico inteso cioè come discussione tra idee generali e tra concreti progetti sui temi del recupero dei disastri ambientali che affliggono molte aree della provincia, del dissesto idrogeologico che riguarda quasi l’intero territoriale provinciale, dello spopolamento che investe quasi tutte le comunità locali, dei processi di periferizzazione che coinvolgono le aree periurbane della città capoluogo, della incertezza di ruolo politico e progettuale della città di Avellino.
Né si discute della necessità e della opportunità di mettere in sinergia le molteplici risorse che la nostra provincia esprime in termini di valorizzazione di produzioni agricole di qualità, di attività industriali in grado di reggere sul mercato globalizzato, di relazioni con centri culturali e di formazione.
Di fronte alla dichiarata e ulteriormente auspicata spoliticizzazione dell’attività della Provincia, è ormai necessario reagire per il bene di tutta l’Irpinia. Le dinamiche di rappresentanza individuale affidata a notabili locali che al massimo possono consentire un vantaggio relativo solo ad alcune comunità, devono essere contrastate attraverso la costruzione di un dibattito pubblico ed alto sulle prospettive di sviluppo dell’intera Irpinia. Gli organi di Governo della Provincia, benché non eletti direttamente dai cittadini, devono rispondere ai cittadini stessi implementando programmi e progetti politici che, a partire dal punto di vista dei più sofferenti e dei più svantaggiati, siano capaci di innescare processi che si risolvano a beneficio di ogni lembo e di ciascun cittadino di questa terra.
Non riteniamo si possa condividere l’impostazione di cui si è fatto interprete e alfiere di recente il Presidente uscente Biancardi, teorizzando una concezione “proprietaria” dell’ente, in cui è bandita la politica e le scelte dei futuri governi diventano un fatto loro, nelle mani di quel gruppo che siede nei banchi dell’ex parlamentino irpino, quasi come un conclave di pietra votato a succedere a se stesso.
In questa prospettiva è necessario che le principali forze politiche, da tempo paralizzate da scontri interni, rifiutino con chiarezza di “acconciarsi” alla piccola tavola delle spartenze approntata a Palazzo Caracciolo per chiudere definitivamente questa fase di indistinto consociativismo.
Occorre che il prossimo appuntamento di dicembre per il rinnovo del Presidente e del Consiglio della Provincia sancisca il ritorno ad una dialettica realmente democratica, basata su una condivisa visione della nostra provincia e sulle priorità che è necessario affrontare per la sua gente e il suo territorio.
Auspichiamo che si possa realizzare una alleanza progressista e riformista che sappia rappresentare queste istanze e finalmente mostri una sua autonomia e identità programmatica e ideale.
Facciamo appello in primo luogo al PD, ma anche a tutte le forze che si riconoscono nello
schieramento di centrosinistra, perché in linea con quanto è avvenuto alle recenti amministrative a livello nazionale siano parte attiva di una coalizione di rinnovamento davvero alternativo al centro destra.
Confidiamo che gli amministratori locali sappiano rappresentare nel loro protagonismo questa esigenza e ne siano gli interpreti più rigorosi.
Crediamo che le forze politiche che si richiamano ai valori del progressismo democratico debbano lavorare nella direzione da noi auspicata: sarebbe un bene per l’ente provincia e per l’Irpinia. Per questo invitiamo forze politiche e amministratori ad un confronto pubblico che si terra il giorno mercoledi 3.alle ore 17.00 ad Avellino presso il Circolo della Stampa.

 

I firmatari
I consiglieri comunali
Amalio Santoro
Domenico Fruncillo
Giuseppe Pedoto
Carmine Acierno
Salvatore Sicuranza
Angelina Spinelli
Giuseppe Moricol

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