L’ennesimo problema con le scadenze federali. Questa l’origine del nuovo problema che potrebbe investire quel poco che resta del basket ad Avellino. È ormai da 24 mesi, ovvero da quando la Scandone fu salvata in calcio d’angolo dal sindaco Gianluca Festa, che spesso la pallacanestro irpina si è trovata a fare i conti con le scadenze giustamente imposte dalla FIP per le iscrizioni ai campionati e i pagamenti delle rate.

Questa volta, però, la responsabilità è solo marginalmente degli attori avellinesi coinvolti. Negli scorsi giorni avevamo riportato del totale accordo tra Gennaro Canonico e la Fortitudo Roma per il passaggio del titolo sportivo di B dalla capitale al capoluogo irpino. Ebbene l’accordo è ancora in essere, anche grazie alla caparra di circa 15mila euro versata da Canonico stesso, ma un cavillo burocratico rischia di minare la buona riuscita dell’operazione. Le DOA, infatti, prescrivono che le squadre che abbiano conquistato la promozione prima dell’8 luglio (il caso della Fortitudo Roma) non possano cedere il titolo dopo la medesima data.

Il termine, almeno da regolamento, pare perentorio, ma si sta cercando una soluzione per rendere comunque tutto possibile. In pratica, venendo al dunque, sarà decisivo il consiglio federale che si terrà nella giornata di domani, dove verrà interpretata la norma e l’organo deciderà se dare o meno il via libera al passaggio di titolo.

Nel caso, comunque, bisognerà considerare i possibili ricorsi delle ripescabili. Per cui la Fip potrebbe decidere di evitare di esporsi ai probabili ricorsi.

In caso di diniego, invece, le opzioni sembrano quindi ridursi, a meno che non si voglia operare un trasferimento di sede. In questo caso la Fortitudo Roma si trasferirebbe ad Avellino, continuando a giocare sotto il proprio nome e colori sociali, salvo poi cedere il titolo il prossimo anno. Una soluzione difficile, macchinosa e che ricorda molto quella proposta due anni fa da Salerno quando sembrava che il presidente Renzullo volesse trasferirsi al Del Mauro, creando non poco scetticismo in città.

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