“Chi parla di sovranità non fa altro che rispettare la Costituzione, non c’è nulla di antidemocratico. Anzi è preoccupante che qualcuno ritenga degno di essere superato questo concetto definendo xenofobo o populista chi lo rispetta”. Il filosofo Diego Fusaro torna ad Avellino ospite dell’associazione Primavera Irpinia per il dibattito “Popolo, Economie, Sovranità” a cui hanno partecipato il presidente Sabino Morano, il coordinatore del MNS Ettore De Concilii e l’avvocato Vincenzo Cozzolino. Al circolo della stampa molti gli esponenti della Lega, ilsindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia, il consigliere provinciale Giuseppe Graziano, l’ex consigliere comunale Damiano Genovese ed anche l’ex consigliere pentastellato Fabio D’Alessandro.

Per l’intellettuale autodefinitosi “dissidente e non allineato, allievo indipendente di Hegel e di Marx” e che piace tanto sia a Lega che M5S, popolo e sovranità sono legati, “lo dice la costituzione all’art.1. Chi si richiama alla sovranità e al popolo non fa altro che rispettarla” il problema semmai è legato all’esercizio non democratico della sovranità “assegnata ad enti economici che eludono controlli popolari”. L’esercizio dovrebbe essere nelle mani del popolo “è previsto dalla costituzione”. Di sovranismo in Italia si discute da quando la Lega, insieme al M5S, è al Governo. Nonostante le politiche tutt’altro che democratiche sull’immigrazione, Fusaro ritiene il partito di Salvini in possesso dei requisiti per poter parlare di sovranismo “non sono iscritto alla Lega Salvini, ne uno studioso dei partiti politici. Se la Lega fosse un partito non democratico andrebbe chiuso ed invece gli esponenti sono eletti democraticamente così come gli organismi interni. Allargando il concetto di democrazia al tema dell’immigrazione, se tutti i cittadini avessero lo stesso diritto non ci sarebbe differenza tra cittadini italiani e di altri popoli. Non rientra nel concetto di democrazia essere cittadino del mondo. Lo stesso concetto di democrazia implica che vi sia una comunità nazionale in cui prevalgono elementi di democrazia intesa come eguale libertà degli individui ed una redistribuzione equa delle ricchezze. Se per democrazia vengono rispettate le leggi dello stato italiano, la Lega è democratica come tutti gli altri partiti”. Redistribuzione del reddito, in questo i Cinque Stelle sono stati bravi ad intercettare il malessere dei cittadini “hanno avuto il merito di unificare quanti contestano il capitalismo. Una cosa però è contestarlo, altro è governare, qui iniziano le difficoltà”. Fusaro era stato già in Irpinia, durante la campagna elettorale per le scorse amministrative era stato indicato dal candidato sindaco del centrodestra Sabino Morano come assessore alla cultura. Ruolo che si dice pronto a ricoprire “c’è da sperare che anche qui il vento cambi. Do la mia piena adesione a coloro che vogliano accettare la mia pur modesta persona nell’ambito della cultura. Sabino per come lo conosco è una persona estremamente preparata e acculturata, se una persona di cultura si candida è auspicabile possa dare il suo contributo alla polis al di là dell’ideologia”. 

Ed il coordinatore provinciale della Lega è già pronto a scendere in campo. Non chiude la porta a Forza Italia nonostante le schermaglie verbali “è naturale immaginare un dialogo” ma allo stesso tempo chiarisce che sarà la Lega a guidare un eventuale coalizione “il Governo dice che siamo forza trainante. E lo saremo anche a livello provinciale. C’è spazio per chiunque per ragionare sul programma”. Difficilmente l’appello sarà accolto dai forzisti chiari nel ribadire che non accetteranno fughe in avanti ed imposizioni”. Spazio per chiunque afferma Morano e possibile anche per i Cinque Stelle in una eventuale alleanza giallo-verde “i tentativi di dialogo con il M5S nella precedente amministrazione non sono stati dei migliori. Ma non è escluso”.

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