Cosa farà “Mai più” da grande? E’ una domanda che gira da prima del voto e, dopo, è diventata più insistente. Il movimento a cui ha dato vita Luca Cipriano è chiamato a fare la sua scelta per il futuro, decidere quale strada intraprendere, se strutturarsi in maniera consona, ma soprattutto come collocarsi. Il perimetro di appartenenza è chiaro, quello del centrosinistra, il dubbio riguarda il come. Dodici mesi non ci saremmo posti questa domanda. Lo slogan “Mai più” era un grido di battaglia, inutile ricordare contro chi e cosa. A distanza di un anno è cambiato molto. La storia recente è ancora fresca. Quella coalizione con chi, appena 12 mesi fa, era visto come l’acerrimo nemico, ha di fatto stravolto l’essenza del movimento. E non stiamo qui a valutare se in senso positivo o negativo. Di sicuro molto è cambiato. Cipriano è stato incoronato capo della coalizione da quel Pd che lui ha definito come rinnovato rispetto allo scorso anno. Ma sappiamo tutti che, benchè apprezzabile come motivazione, non ha convinto tutti, dagli addetti ai lavori, ai cittadini, passando per lo stesso gruppo storico di “Mai più” che, data la campagna elettorale in corso, ha deciso di sotterrare i dubbi. La sconfitta al ballottaggio, però, li fa emergere con forza (e forse sarebbe accaduto lo stesso anche in caso di vittoria).

Oggi “Mai più” e soprattutto Luca Cipriano, sono chiamati a decidere cosa fare da grandi, anche perchè non possono essere più quelli che si scagliano contro la vecchia politica. Sarebbe incoerente con il percorso elettorale appena concluso. Sullo sfondo, inoltre, c’è anche quello che è accaduto in casa Pd con la segretaria provinciale che, pochi giorni fa, è stata dichiarata sciolta dal tribunale. Arriverà un commissario e si andrà a congresso, bisogna capire con quale regolamento, fondamentale anche per la fase di tesseramento che verrà aperta. E questo stravolgimento tocca da vicino anche “Mai più” e Luca Cipriano. Se, prima del ballottaggio, la voce insistente li dava pronti ad entrare nel Pd per dare una mano a quella fase di rinnovamento interno al partito, tanto elogiata dallo stesso Cipriano, ora bisogna capire quale sarà l’andazzo. Logica vuole che la situazione non sia cambiata. Cipriano ha condotto la campagna elettorale al fianco del Pd, di Enzo De Luca, di Rosetta D’Amelio, di Carlo Iannace. Di fatto le parti si sono legittimate a vicenda, dopo gli screzi dello scorso anno. E va da sé che il “Mai più” di dodici mesi fa è bello che superato, visto appunto la scelta di entrare a far parte e guidare quella coalizione. Ora serve uno scatto in avanti che faccia diventare quel movimento grande e più maturo. La scelta è più o meno obbligata anche perchè “Mai più” ha dalla sua quel patrimonio di consensi da non disperdere. Quest’anno sono stati confermati i numeri di 12 mesi fa, anche  sono frutto della somma della lista di “Mai più” e di un terzo di quella di “Avellino più”. Ma si tratta pur sempre di una percentuale pari al 10%. E dietro a quei voti ci sono persone e anche candidati. Tutti in attesa di capire cosa farà “Mai più” da grande.

Le valutazioni interne a “Mai più” sul suo futuro, non sono ancora cominciate. Ma i malumori ci sono. La sconfitta non è stata digerita. Molti non credevano nel cammino insieme a Pd e Petracca. E poi cominciano ad emergere gli scontri personali. La vicenda tra Marietta Giordano e Leonardo Festa avrà degli strascichi importanti. Il riconteggio chiesto dalla prima e che di fatto ha escluso il secondo dall’Aula, non è piaciuta come mossa. I due fanno parte del gruppo storico di “Mai più”, alle elezioni sono andati in tandem. Subito dopo c’è stata la guerra dei voti per chi dovesse entrare in consiglio. Segno che qualcosa non va. Lo spirito di gruppo si sta incrinando. Lo spogliatoio rischia di diventare una polveriera (per usare un gergo calcistico). Anche a questo sarà chiamato Cipriano. Riappacificare il gruppo, non disperdere energie e idee. Ma per riuscirci servirà prima di tutto chiarire il dubbio iniziale: cosa farà “Mai più” da grande? Le basi e gli slogan su cui è nato il movimento lo scorso anno non esistono più. Tutto ruota intorno a una decisione: entrare o meno nel Pd, approfittando anche del congresso che verrà. Più difficile immaginare un percorso con “Si può” o “Controvento”. Cipriano dovrebbe molte scuse a loro, difficilmente arriveranno. Di sicuro “Mai più” non può fare una cosa, rimanere nel limbo politico dove ha deciso di trascinarsi da sola.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui