Un mezzo per la raccolta dei rifiuti dato alle fiamme e la tranquilla comunità di Sant’Andrea di Conza si ritrova nuovamente a dover fare conti con problemi che mai gli sono appartenuti. Il secondo atto intimidatorio per il comune altirpino in meno di un mese, dopo che lo scorso 25 luglio qualcuno ha appicato le fiamme nei locali comunali per il deposito dei rifiuti (Leggi qui). Allora come oggi il sindaco Gerardo D’Angola si trova a dover fare i conti con un atto intimidatorio e sempre nelle stesso ambiente, quello dei rifiuti. Le parole del primo cittadino sono state raccolte da Sant’Andreadiconza.com “un atto gravissimo sul quale auspichiamo che gli organi inquirenti possano dare risposte immediate”. Il primo cittadino santandreano allora parlò di grave atto camorristico, ed anche questa notte, accorso sul posto, ha dovuto purtroppo registrare un altro atto simile. 

Questo il commento dell’associazione di Sant’Andrea di Conza – Io Voglio Restare in Irpinia – apparso sulla pagina facebook:  “A Sant’Andrea di Conza, il secondo atto intimidatorio in meno di un mese. Nella notte, a fuoco un mezzo di raccolta dei rifiuti urbani. Per chi crede che le mafie siano una narrazione quasi cinematografica racchiusa tra Napoli, la Sicilia, lo spaccio e le sparatorie: le mafie sono in ogni luogo di sfruttamento del territorio e di grandi interessi economici, soprattutto laddove hanno complicità da Stato e governi locali, soprattutto laddove non c’è rumore mediatico perché significa che agiscono indisturbate. Se si tratta di atti legati all’affare dell’eolico selvaggio non spetta a noi dirlo oggi, ma è necessario che le Comunità prendano posizione. Rompere con le mafie vuol dire innanzitutto rompere con la politica che ha avvilupato l’Irpinia negli ultimi cinquant’anni, vuol dire riprendersi il diritto a decidere le sorti della propria terra.

Foto: http://www.santandreadiconza.com/ 

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