di Sara Zeccardo*
“I giovani”…Da troppi anni sulla bocca di tutti ed in questi giorni più che mai al centro del dibattito politico, utilizzati e strumentalizzati nei momenti migliori ed in quelli peggiori. I giovani che attendono, i giovani che sperano, protagonisti dello sblocco del turn over, i giovani nel mondo del lavoro, dei concorsi, i giovani in fuga, i choosy e i bamboccioni, i giovani sempre sui libri per riempirsi di titoli e costretti a lavori a nero, che spesso non hanno nessuna attinenza né coi loro sogni né con tutto il sacrificio che questi comportano. Attualmente proprio loro sono i protagonisti del confronto fra “giganti” della politica: i giovani, gli agitatori della movida demonizzati, additati come untori da De Luca ed altri. Incoscienti , irresponsabili incapaci di rispettare le regole, ciechi nell’emergenza sanitaria. Da qualcun’altro elogiati, presi in giro con cori da stadio, in mezzo a una folla al grido di “noi non siamo salernitani”, utilizzati come mezzo di consenso dietro la ridicola retorica della “empatia e dell’ascolto”, coinvolti dal sindaco Festa nell’entusiasmo di una “libertà ritrovata”.

Ecco, questi giovani, questo insieme di persone in cui sono inclusa e che voi considerate una finta “categoria protetta” ma che utilizzate esclusivamente quando vi conviene, avrebbero bisogno di un dibattito politico vero, della rinascita dei contenuti non dei cori, né di barzellette su lanciafiamme e cinghialoni. Perché se è vero che la coscienza critica deve nascere da una spinta autonoma ed individuale, se è vero che le idee necessitano di una consapevolezza di sé e dalla percezione dei propri disagi sociali questi giovani che voi usate avrebbero bisogno di punti di riferimento, di esempi concreti di politica per nutrire davvero le loro idee, di punti saldi ed opportunità , per “fare da soli”. Sarebbe bello vedere i partiti pieni di ragazzi che non hanno paura di agire, veder rivivere le associazioni prive di ogni legame ai poteri forti, avere le “strade piene” di persone nutrite da una rabbia giusta, indipendenti da qualsiasi condizionamento, protagonisti del futuro ma omogenei rispetto al resto della società e non più distaccati come alieni di una categoria a sé stante. Invece, in questo clima, non si fa altro che accrescere un vuoto che non sarà facile riempire. Ci vogliono politica, pensiero, partiti non liste personali. Adesso basta!

*giovane avellinese, neolaureata in giurisprudenza, attualmente fuorisede a Bologna dove frequenta una scuola di specializzazione legale alternando studio e lavoro.

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