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  • Giovedì 25 Aprile 2019 - Aggiornato alle 17:46

La metropolitana leggera ferma al palo: la nomina del nuovo rup dura meno di ventiquattro ore

Pensato nel 1999, progettato nel 2000 e costato oltre 24 milioni di euro per collegare Borgo Ferrovia e Valle, il sistema di trasporto a basso impatto ambientale non parte

La metropolitana leggera ferma al palo: la nomina del nuovo rup dura meno di ventiquattro ore

Il sistema di trasporto a basso impatto ambientale, meglio noto come Metropolitana Leggera, rischia di restare letteralmente fermo al palo. E' durata meno di ventiquattro ore la nomina del nuovo responsabile unico del procedimento che, per motivi squisitamente professionali, ha rinunciato all'investitura arrivata nella giornata di mercoledì dal dirigente ai lavori pubblici (il segretario generale Riccardo Feola) e pubblicata ieri sull'albo pretorio dell'ente.

Una sostituzione resasi necessaria dopo la collocazione in quiescenza del vecchio rup, l'ingegnere Giovanni Valentino, e definita urgente dal settore per ultimare il procedimento tecnico amministrativo dell'intervento pensato nel 1999 e progettato nel 2000, ma ancora lontano dalla sua definitiva conclusione.

«Ritenuto di dover procedere all'individuazione del Responsabile Unico del Procedimento e della struttura di supporto, con lo scopo di portare a termine il procedimento tecnico/amministrativo, al fine di garantire- si legge nella determina dirigenziale- in tempi brevi la messa in esercizio dell'intervento Sistema di trasporto a basso impatto ambientale per la città di Avellino - Metropolitana leggera», la scelta è ricaduta sull'ingegnere Diego Mauriello, in servizio presso il Settore Lavori Pubblici ed Infrastrutture ed in possesso di riconosciute competenze professionali lavorative specifiche in materia. Il professionista però, già nella mattinata di ieri, ha protocollato una missiva contenente le motivazioni della sua indisponibilità che, a quanto è dato sapere, sarebbero legate unicamente alla mole di incarichi di cui già è oberato.

Una rinuncia che cade come l'ennesima tegola sugli undici chilometri di pali elettrificati, quelli tanto odiati dai cittadini che in alcuni casi se li sono ritrovati fin dentro casa e, soprattutto, dalle persone costrette in carrozzella il cui transito lungo i marciapiedi è divenuto davvero arduo. L'opera costata 24 milioni di euro che dovrebbe collegare la città da Valle a Borgo Ferrovia con undici mezzi a basso impatto ambientale, pagati 600mila euro l'uno ma chiusi nel deposito Air da ormai quattro anni, pur essendo praticamente finita dal punto di vista infrastrutturale, non può essere messa in funzione. Da sciogliere infatti resta ancora il nodo della gestione che, a quanto sembra, nessuno vuole considerando i costi alti di formazione del personale prima e di governo dell'opera poi.

Insomma, neanche un tipico miracolo da campagna elettorale potrebbe bastare a far partire la metro leggera, sulla cui reale utilitĂ  in tanti oggi si interrogano. Ce la farĂ  almeno il successore di Foti ad indossare la fascia tricolore e farsi fotografare alla guida della metro? Ai posteri l'ardua sentenza.

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