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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 11:18

Gerbaudo: “Abbiamo stretto un patto di sangue: vogliamo il primo posto”

Dal momento della squadra alla vita privata: a tutto Matteo Gerbaudo, che ammette: “Qui si respira il calcio vero”

  • di Federico Spinelli
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Gerbaudo: “Abbiamo stretto un patto di sangue: vogliamo il primo posto”

Una carriera trascorsa nel nord dell'Italia, da Torino (nelle giovanili della Juventus) passando per Vicenza, SPAL, Carrarese e Pordenone fino ad arrivare a Cuneo. Poi, il sud, con l'Avellino, per rilanciare sé stesso e una società blasonata ma ormai nobile decaduta.

Matteo Gerbaudo, centrocampista classe 1995, ha tanta classe e qualità, doti che ha messo a disposizione prima di mister Graziani e ora di mister Bucaro. Dopo una prima fetta di stagione vissuta da protagonista, il suo impiego col tempo è leggermente calato, ma non sono diminuiti la voglia di far ben e di dimostrare il suo valore.

Il calciatore biancoverde si è concesso ai microfoni de Il Ciriaco, per parlare del suo momento attuale nonché della situazione della Calcio Avellino SSD e per farsi conoscere un po' meglio dai tifosi dal punto di vista personale.

Ciao Matteo. Intanto ti chiedo quali sono le tue condizioni. In conferenza stampa mister Bucaro ci ha detto che sei rimasto precauzionalmente fermo dopo una contusione: come stai adesso?
"Sto bene, oggi ho ripreso ad allenarmi con la squadra, è stato un riposo precauzionale. Nulla di grave, è stata solo una contusione: il ginocchio si è un po' gonfiato ma ora è tutto ok"

Sette punti dal Lanusei primo in classifica a 8 giornate dal termine: quali sono secondo te i motivi per cui si è accumulata tutta questa distanza?
"Bisogna praticamente recuperare 1 punto a partita. Sarà difficile ma ce la metteremo tutta: è un patto di sangue che abbiamo fatto con la squadra, la società e i tifosi. Abbiamo perso dei punti per strada, non bisogna nasconderlo. Forse a causa anche della troppa voglia di dimostrare qualcosa a qualcuno ci siam persi dei dettagli che però fanno la differenza quando bisogna vincere i campionati. Noi però dobbiamo continuare a lottare, ci stiamo allenando alla grande per la partita di mercoledì pur sapendo che c'è il rischio che non si giochi, ma ce ne deve importare il giusto. Dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa"

Il Lanusei domenica in caso di vittoria potrebbe portarsi a +10: psicologicamente potrebbe condizionare la rincorsa nonostante la gara in meno ?
"Quando devi recuperare su altre squadra l'unica cosa da fare è guardare sé stessi. E' ovvio che se non vincono potremmo recuperare dei punti, ma non dobbiamo guardare la classifica bensì pensare solo a noi. Anche col -10 noi avremmo comunque una partita in meno e poi si ritornerebbe sicuramente a -7".

Il tuo minutaggio è diminuito dopo un inizio di campionato da inamovibile. Posto che l'obiettivo di tutti è vincere il campionato, come stai vivendo questo momento dal punto di vista personale?
"Mi mi sento sempre importante, bisogna capire che in Serie D sei importante sia entrando dopo sia partendo dall'inizio. Ci sono regole diverse qui, bisogna giocare con gli under, quindi ci sono tanti meccanismi e bisogna farsi trovar pronti. La nostra fortuna è avere una rosa forte e lunga che ti permette di avere vari tipi di gioco all'interno della partita. Quindi mi sento un perno anche iniziando le gare in panchina, e questo deve valere per tutti".

Andando un po' più sul personale: c'è qualche posto in particolare di Avellino (o dintorni) che ti ha colpito e che ti piace visitare?
"Avellino l'ho girata: è una bella città. Non è una metropoli, però si sta bene, si fan le "vasche" come si suol dire, cioè si fa avanti e indietro, ci sono discreti negozi. Poi coi compagni dopo l'allenamento a volte facciamo merenda insieme, altre volte colazione o una pizza tutti assieme quando si può e quando è giusto farlo. Non c'è un posto in particolare, l'ho girata tutta e sicuramente mi ci trovo bene".

Hai sempre giocato in squadre che militano al nord Italia, Avellino è la prima città del sud in cui resti a lungo: quali differenze hai notato rispetto agli altri luoghi in cui hai vissuto?
"La cosa che subito mi è saltato all'occhio è il calore che ti trasmettono le persone, anche se non parlano di calcio. E' un modo diverso di vivere la vita: c'è meno fretta, meno ansia, si fanno le cose in maniera più lucida. E' la mia prima città "sotto il Po'", in ogni caso non ho problemi di sorta. La cosa fondamentale è che per la prima volta è venuta a convivere con me la mia ragazza. Sono contento perché abbiamo trovato un equilibrio importante: ci siamo aiutati a vicenda. Poi coi compagni viviamo vicini, il che ci agevola per le uscite o per venire insieme al campo: tutto questo ci aiuta a fare gruppo, crea i presupposti giusti. La cosa principale è il calore dei tifosi, della gente in generale: qui si respiro calcio vero, quasi da Serie A".

Un saluto ai tifosi e ai lettori de Il Ciriaco.it

Un saluto a tutti e forza lupi!

Si ringraziano la Calcio Avellino SSD e Matteo Gerbaudo per la loro disponibilitĂ  e cortesia.

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Ultima modifica ilVenerdì, 15 Marzo 2019 20:26

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