Le pensioni diventano da fame: il nuovo allarme INPS sconvolge tutti |Ecco le durissime cifre

L ‘Inps lancia l’allarme: le pensioni del futuro saranno da fame e non basteranno per vivere. Vediamo tutto nei dettagli.

Stipendi miseri e pensioni da fame. È questo il futuro che ci attende? Secondo l’istituto nazionale di previdenza sociale, sì. Vediamo a quanto ammonteranno le pensioni dei giovani.

Chi oggi ha 35-40 si chiede non solo quando potrà andare in pensione ma anche a quanto ammonterà il futuro assegno previdenziale. Quesiti a cui, per ora, è impossibile dare risposte certe in quanto il mondo della previdenza sociale può cambiare di anno in anno. Per il momento si possono solo fare previsioni basandosi sulle due leggi che regolano le pensioni: la legge Fornero e la riforma Dini.

La riforma Dini ha segnato il passaggio dal sistema di calcolo retributivo al sistema di calcolo contributivo. Mentre la legge Fornero ha portato l’età pensionabile a 67 anni con un requisito contributivo minimo di 20. Stando alle stime degli esperti, unendo Fornero e Dini, il risultato sono pensioni da fame per i giovani.

Ecco a quanto ammonteranno le pensioni dei giovani

Il futuro è un punto interrogativo per tutti. Per i giovani un po’ di più. I nostri nonni e i nostri genitori potevano contare su un mercato in crescita. I giovani di oggi devono fare i conti con crisi, aumenti, salari da fame e carriere discontinue.

Pensioni da fame in futuro
Le pensioni dei giovani saranno da fame Ilciriaco.it

In Italia- a parte rare eccezioni- lo stipendio medio si aggira intorno ai 1200 euro al mese. E tale cifra ormai è palesemente insufficiente per vivere. Con 1200 euro è quasi impossibile riuscire a pagare la rata del mutuo o il canone di affitto, le bollette, la spesa alimentare, la benzina per l’auto. In futuro le cose andranno ancora peggio. È stato calcolato che chi oggi guadagna 1200 euro al mese, se andasse in pensione a 67 anni con 20 anni di contributi, avrebbe una pensione di 450 euro mensili.

Infatti il sistema di calcolo contributivo introdotto dalla riforma Dini, ai fini del calcolo della pensione, tiene conto unicamente dei contributi versati. Ogni mese un lavoratore versa il 33% del suo stipendio in contributi: va da sé che chi guadagna poco avrà pochi contributi, chi guadagna molto né avrà molti. Questo sistema, purtroppo, penalizza i lavoratori con stipendi bassi. Ma non è tutto perché, se resterà in vigore la legge Fornero, con 450 euro al mese non sarà neanche possibile andare in pensione.

La legge Fornero, infatti, prevede che per poter andare in pensione a 67 anni non è sufficiente avere 20 anni di contributi ma è necessario anche aver maturato un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale. L’importo di quest’ultimo cambia ogni anno poiché è soggetto a rivalutazione. Ad esempio nel 2023 l’importo dell’Assegno sociale corrisponde a 503,27 euro al mese. Dunque, per poter andare in pensione a 67 anni nel 2023, oltre ad avere almeno 20 anni di contributi è indispensabile aver maturato un assegno previdenziale pari almeno a 754 euro. Altrimenti si dovrà continuare a lavorare fino a 71 anni.

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