Assegno di mantenimento: aumenta con età ed esigenze? Il chiarimento è spiazzante

L’assegno di mantenimento stabilito in fase di separazione da un giudice può variare con il trascorrere degli anni. Ecco cosa dice la legge a riguardo.

Arrivare alla separazione tra due coniugi non è mai semplice, specialmente se stanno insieme da anni e avevano già avuto crisi in passato che erano poi riusciti a superare. La decisione può inoltre essere rimandata a più riprese se ci sono dei bambini nati nel corso del rapporto e si teme che prendendo strade diverse possano soffrire. In realtà. a volte l’ideale sarebbe proprio chiudere anche per loro, che non possono certamente stare bene nel vedere un rapporto che non funziona o caratterizzato da liti continue.

assegno di mantenimento può cambiare
Arrivare a un accordo per la separazione non è semplice – Foto | Ilciriaco.it

Nel corso dell’udienza che sancirà la chiusura il giudice arriverà così a stabilire l’entità dell’assegno di mantenimento, che potrà avere un importo differente proprio se si hanno dei figli che non sono ancora indipendenti economicamente. Molti potrebbero quindi essere interessati a sapere se l’entità dell’importo possa arrivare addirittura a crescere qualora le loro esigenze possano cambiare.

L’assegno di mantenimento all’ex coniuge resta fisso?

È sbagliato pensare che le esigenze dei bambini siano più onerose rispetto a quelle di chi è ormai cresciuto ed è impegnato negli studi. Anzi, sempre più spesso i ragazzi non diventano indipendenti sul piano economico nemmeno dopo avere terminato l’università, per questo non può che essere compito dei genitori sostenere i loro bisogni.

La situazione non cambia nemmeno se i due si sono separati e uno dei due deve quindi dare un assegno di mantenimento all’ex secondo quanto stabilito dal giudice. Anzi, c’è chi decide poi di proseguire gli studi, magari nella seconda parte del ciclo, in un istituto privato perché ritenuto migliore, ma non può che mettere in conto come questo sia costoso. Questa scelta può quindi comportare la necessità di modificare gli accordi presi inizialmente?

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È il giudice a stabilire l’entità dell’assegno di mantenimento – Foto | Ilciriaco.ti

La risposta potrebbe sembrare ovvia, anche se non è detto che questo non sia motivo di scontro tra i due coniugi, specie se il divorzio non è arrivato di comune accordo. Le modifiche possono avvenire nel corso del tempo, già a prescindere da quanto manifestato dai due, sulla base degli indici di inflazione dell’Istat, ma anche se dovessero cambiare le condizioni economiche di uno dei due. Se uno dei due, ad esempio, dovesse perdere il lavoro o subire una riduzione dell’orario, potrebbe evidentemente avere bisogno di un contributo maggiore.

Le cause della modifica

Non si tratta però dell’unica motivazione, ce ne sono altre che è bene conoscere così da capire come rispondere se l’ex dovesse manifestare un bisogno.

Tra le ragioni che possono portare a modificare l’assegno di mantenimento ne possiamo citare diverse:

  • la creazione di una nuova famiglia da parte di uno o di entrambi i coniugi, cui può aggiungersi la nascita di altra prole;
  • il miglioramento o il peggioramento della situazione economica dei coniugi;
  • l’intensificarsi delle necessità dei figli;

È necessario in questi casi rivolgersi al Tribunale per parlare apertamente della propria situazione attraverso una specifica procedura prevista secondo l’art. 473-bis.29 c.p.c.. Si cercherà di tenere conto delle condizioni economiche di entrambi i coniugi, oltre che dei bisogni dei figli.

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