Se hai comprato qualcosa di difettoso ecco cosa fare subito: tutti sbagliano ed è un problema

È possibile chiedere all’azienda la sostituzione gratuita di un prodotto difettoso? Sì, ma solo a determinate condizioni. Ecco quali.

Nel caso in cui vengano acquistati presso un locale commerciale prodotti rivelatisi, poi, difettosi, l’acquirente può pretendere l’applicazione della cd. garanzia legale di conformità, prevista dal Codice del Consumo.

rimedi per merce difettosa
Cosa succede se ci si accorge che un bene acquistato è difettoso? (ilciriaco.it)

L’art. 133 della suddetta normativa specifica che, se il bene acquistato non è conforme al contratto di vendita (ad esempio, non ha determinate qualità o caratteristiche tipiche di un bene dello stesso tipo), il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per ogni difetto presente al momento delle consegna e riscontrato entro 2 anni dalla consegna stessa.

In tal caso, il consumatore può richiedere:

  • il ripristino della conformità, tramite la riparazione o la sostituzione del bene;
  • il taglio proporzionale del prezzo;
  • la risoluzione del contratto, con conseguente restituzione del costo e riconsegna del prodotto al venditore.

Il rimedio che, di norma, i consumatori prediligono è la sostituzione del bene, che va effettuata ai sensi dell’art. 135 ter del Codice del Consumo. In particolare, il venditore è tenuto al ritiro dei prodotti sostituiti a proprie spese, alla loro rimozione e all’installazione dei beni sostitutivi.

L’operazione, inoltre, deve avvenire entro un periodo di tempo congruo e senza ulteriori inconvenienti per il consumatore.

Sostituzione di un bene difettoso: chi è tenuto al pagamento delle spese?

Nel caso in cui il consumatore decida di richiedere la sostituzione del bene difettoso a carico del venditore, il Codice del Consumo specifica che:

sostituzione della merce difettata con una nuova
Il bene difettoso può essere sostituito (ilciriaco.it)
  • tutte le spese sono a carico del venditore;
  • la garanzia relativa al bene sostitutivo (se nuovo) è, per legge, biennale. Se, invece, il bene sostitutivo è usato, il consumatore può accettare una riduzione del termine di garanzia, purché non sia inferiore a un anno;
  • ogni eventuale accordo stipulato con il venditore, che prevede l’esclusione o la limitazione del diritto alla sostituzione, a svantaggio del consumatore, è da considerarsi nullo (cioè privo di effetto). La nullità, inoltre, può essere accertata dal giudice anche d’ufficio, dunque non è necessario che sia il venditore a farla valere in sede giudiziale.

In altre parole, chi opta per la sostituzione di un bene difettoso, non deve pagare nulla ai fini della corretta conclusione dell’operazione, né in relazione al ritiro della merce né alla consegna del bene sostitutivo. Il consumatore, inoltre, è assistito dalla garanzia del bene sostitutivo pari a due anni, che decorrono a partire dalla data di consegna del bene in oggetto.

Tale termine è imposto dalla legge e, dunque, il venditore non può decidere unilateralmente di ridurlo a proprio piacimento.

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