Pensione a 57 anni nel 2024: tutte le informazioni sull’uscita più conveniente

In alcuni casi è possibile andare in pensione anche con soli 57 anni. Gli strumenti di flessibilità disponibili sono vari, scopriamo quali sono.

Attualmente, per la pensione di vecchiaia servono almeno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Ci sono, tuttavia, delle opportunità per poter smettere di lavorare con largo anticipo, anche prima dei 60 anni. Quali sono le misure di flessibilità in uscita che lo consentono e quali vantaggi comportano.

pensione anticipata a 57 anni
Quando è possibile andare in pensione a 57 anni? (ilciriaco.it)

Innanzitutto, è possibile beneficiare della pensione anticipata per i lavoratori invalidi. È destinata ai dipendenti privati che hanno un’invalidità accertata pari almeno all’80% e 20 anni di anzianità contributiva. Tuttavia, la misura è accessibile alle sole donne. Il requisito anagrafico è, infatti, di 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.

Per i contribuenti non invalidi, c’è la cd. Quota 41 precoci, che permette di andare in pensione in anticipo, se si possiedono 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. È, però, necessario aver iniziato a lavorare molto presto e aver maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Tale misura è rivolta ai disoccupati, ai caregiver, agli invalidi al 74% e agli addetti a lavori gravosi e usuranti.

Ma queste non sono le uniche possibilità per andare in pensione in anticipo.

Pensione a 57 anni: è davvero conveniente? Tutta la verità

Chi ha 57 anni di età può ricevere la cd. RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Si tratta di una rendita che spetta a coloro che hanno aderito a un piano di previdenza complementare e sono disoccupati da molto tempo.

strumenti di pensione anticipata
Pro e contro delle misure di pensionamento anticipato (ilciriaco.it)

Nel dettaglio, possono andare in pensione attraverso la RITA coloro che hanno 57 anni di età, che sono disoccupati da più di 24 mesi, che hanno almeno 20 anni di contributi e che hanno aderito a un fondo integrativo pensionistico per almeno 5 anni.

Un’altra misura è l’isopensione, per i dipendenti di aziende con più di 15 dipendenti. L’azienda può firmare un accordo con i sindacati per esodare i dipendenti più anziani, versando i contributi che mancano per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, entro un massimo di 7 anni.

C’è, infine, la pensione casalinghe, destinata alle donne e agli uomini che si occupano della gestione della casa in maniera gratuita e senza l’accredito di contributi da lavoro. La prestazione è accessibile a coloro che hanno meno di 65 anni di età e che sono iscritti al Fondo Pensione Casalinghe da almeno 5 anni.

È opportuno evidenziare che tutte le misure analizzate comportano dei costi per l’addio anticipato, perché prevedono un taglio sull’assegno spettante. Per questo motivo, è sempre opportuno informarsi per bene prima di effettuare la propria scelta.

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