Alzheimer, gli 8 segnali da non sottovalutare

L’Alzheimer non colpisce solo gli anziani. Addirittura, appare in noi, ben 18 anni prima rispetto a questi sintomi da non sottovalutare

L’Alzheimer, una forma di demenza progressiva che colpisce la memoria, il pensiero e il comportamento, è una malattia che può manifestarsi in modi subdoli e spesso viene confusa con l’invecchiamento normale. Tuttavia, riconoscere i primi segnali di questa patologia è fondamentale per intervenire precocemente e migliorare la qualità della vita del paziente. Ecco 8 segnali da non sottovalutare.

Alzheimer, 8 segnali
Un nuovo studio apre squarci di conoscenza sull’Alzheimer – (ilciriaco.it)

Quello che tanti pensano (erroneamente) è che l’Alzheimer, malattia neurodegenerativa che porta alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente grave da interferire con la vita quotidiana, colpisca solo gli anziani. Niente di più sbagliato. Studi scientifici ci dicono che la malattia può colpire anche i più giovani. 

Non solo, secondo un recente studio cinese, l’Alzheimer nascerebbe in noi ben 18 anni prima dell’effettivo scatenarsi della malattia. Lo studio è stato pubblicato su The New England Journal of Medicine ed è stato svolto in collaborazione con diversi istituti, fra cui il Centro per la malattia di Alzheimer – Istituto di Pechino per i disturbi cerebrali; l’Ospedale Anding e il Dipartimento di Psichiatria dell’Ospedale popolare provinciale di Zhejiang.

Alzheimer: 8 segnali da non sottovalutare

Riconoscere questi segnali precoci è fondamentale per iniziare tempestivamente le cure e garantire il miglioramento della qualità della vita del paziente. Consultare un medico qualificato è essenziale per una valutazione accurata e per pianificare il percorso di cura più adatto. Non ignorare i segnali e non sottovalutarli, poiché affrontare precocemente l’Alzheimer può fare la differenza nel rallentare il progredire della malattia e nel fornire supporto adeguato al paziente e alla sua famiglia.

Alzheimer, 8 segnali
Alzheimer: otto segnali da non sottovalutare – (ilciriaco.it)

1. Perdita di memoria che ostacola la vita quotidiana: dimenticare informazioni importanti o chiedere ripetutamente la stessa domanda può essere un segnale precoce di Alzheimer.

2. Difficoltà a pianificare o risolvere problemi: le persone affette da Alzheimer possono avere difficoltà a sviluppare e seguire un piano o a lavorare con numeri. Attività che una volta erano semplici diventano improvvisamente complicate.

3. Difficoltà nelle attività quotidiane: compiti comuni come vestirsi, cucinare o gestire le finanze diventano sempre più difficili per chi soffre di Alzheimer.

4. Confusione nel tempo e nello spazio: perdersi in ambienti familiari o avere difficoltà a comprendere le sequenze temporali sono segnali tipici di questa malattia.

5. Problemi con il linguaggio: dimenticare parole comuni o avere difficoltà a seguire una conversazione può essere un segno di declino cognitivo.

6. Difficoltà a comprendere le immagini visive e a relazionarle con il mondo circostante: questo sintomo può manifestarsi attraverso difficoltà nel leggere, nel valutare distanze o nel riconoscere colori.

7. Sbagliare oggetti di posto: mettere le cose in luoghi inappropriati, come mettere il portafoglio in frigorifero, può essere un indicatore di deterioramento cognitivo.

8. Cambiamenti nell’umore e nel comportamento: alterazioni nella personalità, come la perdita di interesse per le attività una volta amate o l’irritabilità senza motivo apparente, possono essere segnali di Alzheimer.

Lo studio cinese avrebbe dimostrato come già 18 anni prima si registrerebbe un aumento nella concentrazione della proteina beta-amiloide 42 nel liquido cerebrospinale (o cefalorachidiano). Ed è poi un’escalation. A 9 anni vengono rilevati i primi segnali del danno neuronale, provocato dalla presenza della catena leggera del neurofilamento (NfL) nel liquido cerebrospinale, che riguarda in particolar modo gli assoni. A 8 anni le risonanze magnetiche rilevano nel gruppo Alzheimer l’atrofia dell’ippocampo, una parte del cervello coinvolta nella cognizione.

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