Nuove regole per la pensione con 15 anni di contributi, ancora possibile nel 2024

Anche quest’anno si può andare in pensione con 15 anni di contributi. Ma è solo questione di tempo: a breve non sarà più possibile

La possibilità di ritirarsi dal lavoro con soli 15 anni di contributi, anziché aspettare i tradizionali 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia, rimane ancora aperta per qualche tempo. Tuttavia, con il passare degli anni, diventa sempre più difficile per le persone soddisfare i requisiti per questa opzione.

Pensione, 15 anni contributi
In pensione con 15 anni di contributi: nel 2024 è ancora possibile – (ilciriaco.it)

La riduzione di 5 anni sui contributi richiesti per la pensione è riservata a coloro che hanno almeno un contributo settimanale registrato nel sistema retributivo prima del 1996. Tuttavia, con il progressivo passaggio al sistema contributivo, questa agevolazione verrà meno, lasciando come unica alternativa l’opzione della pensione di vecchiaia, disponibile solo a chi ha compiuto 71 anni.

Nuove regole per la pensione con 15 anni di contributi

Ciò che è importante comprendere è che questa opzione rappresenta una soluzione preziosa per coloro che hanno avuto una carriera lavorativa frammentata e non hanno accumulato il requisito minimo di 20 anni di contributi. Senza questi contributi minimi, infatti, non si ha diritto a una pensione e gli anni di lavoro vanno persi.

Pensione, 15 anni contributi
Nuove regole per la pensione con 15 anni di contributi – (ilciriaco.it)

Le possibilità di accedere alla pensione con soli 15 anni di contributi sono delineate dalla cosiddetta riforma Amato. Queste includono persone che hanno accumulato almeno 15 anni di contributi entro il 1992, coloro che hanno ottenuto l’autorizzazione a continuare i contributi previdenziali entro la stessa data, e chi ha un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni, con almeno 10 anni in cui non sono stati accumulati 52 settimane di contributi. Tuttavia, è importante evitare di confondere questa opzione con l’Opzione Dini, che prevede un ricalcolo completamente contributivo dell’assegno pensionistico, ma non necessariamente un accesso alla pensione con solo 15 anni di contributi.

Dunque, ancora per qualche anno sarà possibile smettere di lavorare con 15 anni di contributi anziché i 20 anni richiesti dalla pensione di vecchiaia per chi compie i 67 anni di età. Con il tempo, queste opzioni pensionistiche tendono a sparire, poiché il numero di persone che soddisfano i requisiti diminuisce progressivamente. È inevitabile che, quando nessuno avrà contributi antecedenti al 1995, queste deroghe cesseranno di esistere. Quando, dunque, nessuno avrà contributi versati entro il 31 dicembre 1995, non si potrà più andare in pensione con 15 anni di contributi. Anche perché non sarà così neppure possibile effettuare l’accesso alla terza deroga Amato (che oggi risulta la più utilizzata).

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