Bolletta troppo alta, e se fosse un errore? Come capirlo e cosa fare

Eccola puntuale spuntare dalla cassetta delle lettere, ma questa volta l’ammontare ci sembra davvero troppo salato: cosa fare allora per contestarlo?

Certo, i prezzi dell’energia ed in generale dei consumi sono aumentati a dismisura. Tuttavia, quando ci giungono bollette dall’ammontare eccessivo, a volte il motivo può ricadere sull’utente che effettivamente abbia aumentato, ad esempio, l’utilizzo di un elettrodomestico o dell’acqua di casa, magari per necessità temporanee. Ma potrebbe trattarsi anche di un guasto di cui non ci siamo accorti, che comporta dispersioni di luce o di acqua.

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L’importo sproporzionato di una bolletta potrebbe essere il risultato di una fatturazione sbagliata da parte della società fornitrice – IlCiriaco.it

Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che vi è anche un altro caso: ovvero che l’errore risulti a capo della compagnia fornitrice e che sia stato compiuto in fase fatturazione. In altre parole, la cifra richiesta non è in realtà dovuta. Cosa fare dunque in questi casi? Sono frequenti? Ebbene, cominciano con il dire che non risultano casi isolati, più unici che rari: per questo l’abitudine di verificare con costanza i propri consumi, tenendone traccia attraverso il contatore, è una pratica previdente ed assai opportuna.

Inoltre, comprovare che lo sbaglio sia stato commesso dalla società fornitrice è più semplice di quello che si può pensare: tutto ciò che occorre all’utente è dimostrare con prove alla mano che la richiesta avanzata sia “irragionevole”, avanzando specifiche descrizioni dei consumi effettuati. Vediamo insieme di quali descrizioni si tratta.

Le motivazioni e prove da avanzare per contestare l’importo della bolletta

Uno dei modi più efficaci per dimostrare l’irragionevolezza dell’importo richiesto, quando l’utente si trovi effettivamente nella condizione di non aver aumentato in alcun modo il consumo, è quello di fare riferimento alle bollette giunte negli stessi periodi degli anni precedenti: se tutto d’un tratto la bolletta è duplicata o triplicata rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, ma l’utente non riporta alcun danno all’impianto né ha aumentato i consumi, allora il raffronto tra gli importi può condurre la società all’evidenza di un problema a proprio carico e non dell’utenza.

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Per avanzare la contestazione occorre inviare alla società la documentazione tramite raccomandata o PEC – IlCiriaco.it

Inoltre, se l’utente può dimostrare fattori come il mantenimento delle stesse destinazioni d’uso degli ambienti, la permanenza o addirittura la diminuzione degli occupanti, eventuali periodi di assenza prolungati dall’immobile, ecco che sarà la società fornitrice per legge ad avere l’onere di provare di non aver commesso errori, inclusi quelli potenzialmente in capo ai contatori.

Dunque, se un utente è in grado di dimostrare che l’eventuale eccesso dei consumi dipenda da fattori esterni al suo controllo, per contestare la bolletta dovrà inviare alla società fornitrice un reclamo scritto attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite PEC. A quel punto la società avrà 40 giorni di tempo per valutare il reclamo il quale, se accettato, comporterà l’accredito della somma in eccesso o lo storno della fattura contestata tramite nota di credito entro i successivi 90 giorni.

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