Pensionamento anticipato di 5 anni con una procedura semplice: scopri come fare richiesta

Dal 2024 sarà possibile riuscire ad andare in pensione 5 anni prima grazie ad una misura introdotta dal Governo Meloni.

In pensione 5 anni prima del previsto. No, non è un sogno: dal 2024 sarà possibile grazie ad una misura “rispolverata” dal Governo di Giorgia Meloni.

In pensione 5 anni prima
Puoi andare in pensione 5 anni prima/ Ilciriaco.it

Era il 2019 quanto, sotto il primo Governo di Giuseppe Conte, insieme al Reddito di cittadinanza e a Quota 100, venne introdotta la pace contributiva. Quota 100 non c’è più da un pezzo, il Reddito di cittadinanza cesserà di esistere alla fine del 2023 ma la pace contributiva – sospesa dai Governi che sono venuti dopo i giallo-verdi- ritornerà in vigore a partire da gennaio 2024. Il Governo di Giorgia Meloni, infatti, ha reintrodotto questa possibilità con la legge di Bilancio 2024. Molti, dunque, potranno andare in pensione 5 anni prima del previsto.

Ecco come andare in pensione 5 anni prima

In pensione addirittura 5 anni prima di quanto si pensasse grazie alla pace contributiva, misura che tornerà in vigore a partire da gennaio 2024. Vediamo come funzionerà e chi potrà fruirne.

Torna la pace contributiva
Come funziona la pace contributiva/ Ilciriaco.it

Dal 2011 in avanti – cioè dopo l’entrata in vigore della legge Fornero- in Italia per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria è necessario avere almeno 67 anni e almeno 20 anni di contributi. Oppure è possibile accedere alla pensione anticipata ordinaria a qualsiasi età ma i contributi devono essere molti di più: almeno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e almeno 41 anni e 10 mesi per le donne.

Chi non raggiunge il requisito contributivo minimo di 20 anni deve continuare a lavorare, spesso fino ad oltre i 70 anni. Ma grazie alla pace contributiva non sarà più così. La pace contributiva darà la possibilità di riscattare fino ad un massimo di 5 anni di contributi per raggiungere i 20 anni necessari ad accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria. Oppure necessari per raggiungere gli anni di contributi che servono per la pensione anticipata.

Una persona, in pratica, paga per riscattare fino a 5 anni di contributi. Questi 5 anni possono anche non essere consecutivi e il pagamento può avvenire anche a rate fino ad un massimo di 120 rate il cui importo non può essere inferiore ai 30 euro al mese. Il costo totale del riscatto dipende dalla tipologia di lavoro che una persona svolge. L’onere verrà calcolato in base allo stipendio percepito dal lavoratore nelle ultime 52 settimane e in base ad un’aliquota che sarà del 33% per i lavoratori dipendenti, del 24% per i lavoratori autonomi e del 25,72% per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Grazie alla pace contributiva, quindi, anche chi ha avuto una carriera discontinua e lunghi periodi di vuoti contributivi, riuscirà ad andare in pensione a 67 anni  senza dover continuare a lavorare ad oltranza. Tuttavia questa possibilità non si rivolge a tutti. Infatti, secondo quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2024, potranno beneficiare della pace contributiva solo i lavoratori contributivi puri, cioè solo coloro che hanno iniziato a versare i contributi dal 1996 in avanti.

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