Detrazione per figli e limite di 24 anni: cosa cambia nel 2024, i chiarimenti dell’AdE

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che cosa cambia nel 2024 per quanto riguarda la detrazione fiscale per figli a carico minori di 24 anni.

Con l’avvicinarsi del nuovo anno, molte famiglie si trovano a fare i conti con le detrazioni fiscali e i benefici legati alla presenza dei figli a carico. Un aspetto che spesso genera dubbi e interrogativi è il limite di età entro il quale un figlio può considerarsi fiscalmente a carico.

detrazioni per figli a carico
Quali sono le detrazioni per figli a carico – Ilciriaco.it

L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti su questa questione, delineando le regole che determinano quando un figlio cessa di essere considerato a carico dal punto di vista fiscale.

Uno dei quesiti comuni riguarda il momento esatto in cui un figlio che compie 24 anni cessa di essere considerato a carico. La data cruciale in questo contesto è il 31 dicembre. Se un figlio raggiunge l’età di 24 anni entro il 31 dicembre di un determinato anno, l’Agenzia delle Entrate conferma che il cambiamento di status avviene proprio in quell’anno. Ciò significa che il figlio non sarà più a carico a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Detrazioni per figli a carico

È importante sottolineare che la considerazione fiscale di un figlio a carico non è esclusivamente legata all’età, ma coinvolge anche il reddito da lui percepito. Secondo il comma 2 dell’articolo 12 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), i figli di età non superiore a 24 anni sono considerati a carico se il loro reddito complessivo è uguale o inferiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili. Pertanto, il figlio che compie 24 anni nel corso del 2023 sarà a carico in quell’anno fiscale se il suo reddito non supera la suddetta soglia.

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Le detrazioni valgono per i figli fino ai 24 anni – Ilciriaco.it

Un elemento di particolare rilievo è che, secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, il requisito dell’età si considera rispettato anche se sussiste solo per una parte dell’anno. Questo significa che, se un figlio compie 24 anni, ad esempio, a metà dell’anno solare, sarà comunque considerato a carico per l’intero anno fiscale.

È fondamentale notare che, superata la soglia dei 24 anni, il figlio può continuare a essere considerato a carico solo se il suo reddito non supera i 2.840,51 euro. Questa disposizione si allinea alla prassi applicata agli altri membri della famiglia che superano l’età di 24 anni e desiderano mantenere lo status di “a carico” dal punto di vista fiscale.

Queste regole, se da un lato forniscono una guida chiara su quando un figlio cessa di essere considerato a carico, dall’altro evidenziano l’importanza di una corretta pianificazione finanziaria per ottimizzare le detrazioni fiscali a disposizione delle famiglie. È consigliabile consultare regolarmente le informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate e, se necessario, ricorrere a un consulente fiscale per garantire una gestione adeguata delle implicazioni fiscali legate alla presenza di figli a carico. In questo modo, le famiglie possono massimizzare i benefici fiscali disponibili, assicurando al contempo una conformità totale alle normative vigenti.

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