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La polizza sulla vita non andrà ai tuoi figli, il cavillo che tutti ignorano per la successione

Stefania Guerra 21 Gennaio 2024

Molti stipulano una polizza sulla vita anche per proteggere i figli in caso di eventi gravi, come appunto il decesso.

Non sempre le polizze rappresentano però la certezza economica che si desidera, perché si tratta di contratti molto complessi e dunque il cliente della compagnia assicurativa può cadere facilmente in confusione.

beneficiari polizza sulla vita
Non sempre gli eredi di una polizza vita sono i figli Ilciriaco.it

Paradossalmente infatti la polizza vita riconosce come beneficiario proprio il soggetto defunto, e dunque la somma eventuale non va in successione. A seconda di com’è stipulato il contratto, l’indennizzo erogato dalla compagni assicuratrice è tecnicamente un “non-bene del defunto”, e di conseguenza non rientra nell’asse ereditario.

Potremmo chiederci che senso ha stipulare una polizza vita se poi il premio non viene goduto, né dal contraente né dai suoi familiari, per i quali magari ingenuamente il soggetto aveva proprio stipulato la polizza. Ma vediamo cosa dice la Legge, in modo da effettuare la scelta giusta.

Vuoi stipulare una polizza sulla vita? Occhio ai dettagli del contratto, non sempre i tuoi soldi vanno ai figli

Chi stipula una polizza di solito lo fa per tutelarsi in caso di eventi gravi, e dunque pensando alla morte il soggetto vorrebbe che il premio in denaro andasse ai figli o al coniuge. In realtà, all’atto pratico le cose non sono propriamente così, perché “la qualifica di erede non comporta alcun diritto sulle polizze vita”. Il premio spetta, eventualmente, ai beneficiari, che però devono essere indicati al momento della stipula, o anche successivamente purché il contraente sia ancora in vita, com’è intuibile.

polizza vita
Bisogna indicare i beneficiari della polizza altrimenti nessuno riscuote i soldi Ilciriaco.it

I beneficiari di una polizza vita, quindi, non sempre corrispondono ai figli, perché si può trattare di chiunque, anche di un estraneo alla famiglia, o di un ente, o di un’attività benefica. Quindi non sempre la parola “eredi” indicata nella polizza va a indicare il coniuge superstite e/o i figli.

Inoltre bisogna ricordare che il premio versato per la polizza vita è intesa come donazione (a favore dei futuri beneficiari) e quindi in caso di decesso possono insorgere delle dispute per le quote spettanti a ciascun erede legittimo.

Ecco perché è assolutamente fondamentale, quando si stipula una polizza vita, affidarsi a una società di cui si ha la massima fiducia, e a un professionista che può dare le indicazioni giuste a seconda di quali sono le volontà del contraente. Anche perché in caso di disputa, come accennato poco sopra, gli eredi possono attuare divisioni dei beni “forzate” e spendere tanti soldi inutilmente per pagare un avvocato..

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