Esci subito dal lavoro e vieni accompagnato alla pensione con misura ponte: l’annuncio dell’Inps

Notizia bomba per milioni di lavoratori: è possibile smettere subito di lavorare e ricevere un assegno dall’Inps ogni mese.

Assegno ogni mese da parte dell’Inps in attesa di ricevere la tua pensione. Grazie a questa misura, milioni di persone potranno smettere subito di lavorare. Vediamo di cosa si tratta.

Pensione anticipata nel 2024
Puoi smettere subito di lavorare/Ilciriaco.it

Addio sveglia alle 6 del mattino e poi 8 ore chiusi in un ufficio o in un negozio a sgobbare. Non dovrai più fare questa vita fino a 67 anni, come stabilito dalla legge Fornero. Grazie ad una misura “ponte” confermata dal Governo Meloni con la legge di Bilancio 2024, potrai smettere di lavorare molto prima e goderti il tuo tempo dedicandoti ai tuoi hobby e ai tuoi affetti.

Non pensare che questo privilegio sia concesso solo a chi è ricco o a chi, nel corso degli anni, è riuscito a mettere da parte tanti soldi. No: puoi uscire dal lavoro molto prima del previsto e l’Inps ti garantirà un assegno tutti i mesi.

Ecco come smettere subito di lavorare

Anche se non sei zio Paperone e non hai da parte un granché, puoi comunque uscire dal lavoro con largo anticipo e goderti, così, familiari e amici. L’Inps ti garantirà ogni mese un assegno fino a quando non riceverai la tua pensione di vecchiaia ordinaria.

Ape sociale, requisiti
Ecco come ricevere ogni mese un assegno dall’Inps/ Ilciriaco.it

La misura in questione è Ape sociale. Nonostante ogni anno i Governi di turno siano indecisi se riconfermarla oppure no, dal 2017 ad oggi questa misura l’ha sempre scampata e anche il Governo di Giorgia Meloni, alla fine, ha riconfermato Ape sociale almeno per quest’anno. I requisiti d’accesso sono stati leggermente modificati.

Gli anni di contributi per accedere alla pensione anticipata con Ape sociale sono sempre 30 mentre l’età pensionabile è passata da 63 anni a 63 anni e 5 mesi. Anche nel 2024 Ape sociale si rivolge unicamente a queste categorie:

  • caregiver del coniuge – o di un parente di primo grado convivente – da almeno 6 mesi;
  • disoccupati che non ricevono da almeno 3 mesi l’indennità di disoccupazione;
  • invalidi almeno al 74%;
  • addetti a lavori usuranti da almeno 7 anni negli ultimi 10.

Ricordiamo che Ape sociale non è una vera e propria pensione ma un assegno “ponte” che accompagna il soggetto fino alla pensione di vecchiaia che riceverà a 67 anni. Ape sociale, infatti, non prevede la tredicesima né la quattordicesima e non è soggetta alla rivalutazione annua. Inoltre l’assegno mensile non può mai essere superiore a 1500 euro al mese finché una persona non avrà compiuto 67 anni e, a quel punto, riceverà la sua pensione per intero.

Di recente l’Inps ha informato che, anche per il 2024, è stata confermata la corresponsione del trattamento integrativo ai soggetti che hanno beneficiato di Ape sociale. L’assegno integrativo è garantito dai Fondi di solidarietà del settore del credito e del settore del credito cooperativo. L’importo è pari alla differenza tra l’importo lordo dell’assegno Inps e le ritenute IRPEF determinate secondo le norme attualmente in vigore in materia fiscale.

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