In pensione 7 anni prima nel 2024: la formula che lo permette con assegno e contributi garantiti

Questo strumento offre una flessibilità significativa nel passaggio alla pensione anticipata. Come andare in pensione 7 anni prima nel 2024

In queste settimane si è rinnovata l’attenzione sull’isopensione, un’iniziativa introdotta dalla Legge Fornero che ha l’obiettivo di agevolare il passaggio dal mondo del lavoro alla pensione anticipata per i lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti ordinari. Ecco la formula che permette di andare in quiescenza ben sette anni prima nel 2024.

Pensione in anticipo di 7 anni
Pensione in anticipo di 7 anni nel 2024 – (ilciriaco.it)

Questo meccanismo, previsto dall’articolo 4, comma 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, offre un incentivo all’esodo che consente ai lavoratori di lasciare il loro impiego in anticipo rispetto ai termini convenzionali, previo accordo con il datore di lavoro. Va detto che l’isopensione rappresenta una delle poche opzioni per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, previo accordo sindacale e adesione volontaria dei lavoratori.

Questo strumento offre una flessibilità significativa nel passaggio alla pensione anticipata, un vantaggio riconosciuto in un contesto normativo che tende a limitare le opzioni di uscita anticipata dal lavoro. Entriamo nel dettaglio di una modifica importante nell’intricato sistema pensionistico italiano.

In pensione sette anni prima

Il recente Milleproroghe ha esteso il periodo massimo di anticipo fino a sette anni rispetto ai quattro originariamente previsti. Questa prestazione, nota per coprire stipendio e contributi fino alla maturazione della pensione effettiva, è un’opportunità vantaggiosa sia per i lavoratori che per le imprese. Infatti, permette alle aziende di gestire i propri organici in maniera più flessibile, incoraggiando un ricambio generazionale.

Pensione in anticipo di 7 anni
In pensione 7 anni prima nel 2024: ecco come – (ilciriaco.it)

L’isopensione con incentivo Fornero è riservata alle aziende con almeno 15 dipendenti, che abbiano stipulato un accordo con le organizzazioni sindacali. Tale accordo deve essere depositato presso l’INPS prima di poter essere attuato. Coinvolge i lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia o anticipata, offrendo un anticipo massimo di sette anni rispetto ai requisiti ordinari.

Per tutto il periodo di isopensione, che può estendersi fino a sette anni, le imprese versano ai lavoratori un assegno pari all’importo del trattamento pensionistico per 13 mensilità. Questo assegno è erogato dall’INPS, che riceve l’anticipo dall’azienda tramite una fideiussione bancaria. È importante sottolineare che durante questo periodo l’azienda si fa carico dei contributi figurativi, mentre lo stipendio o la pensione sono soggetti a tassazione ordinaria ma non a trattenute o cessioni del quinto.

Tuttavia, i lavoratori hanno diritto alla ricostituzione delle prestazioni di esodo se percepiscono retribuzioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro. Queste somme devono essere calcolate ai fini della ricostituzione della prestazione, e l’ex datore di lavoro è tenuto a farsene carico.

La domanda per l’isopensione non può essere presentata direttamente dai lavoratori, ma è una scelta aziendale concordata con i sindacati. Le aziende interessate devono presentare una richiesta all’INPS, seguita dall’autorizzazione e dalla procedura di adesione da parte dei lavoratori individuati dall’accordo.

Al termine dell’accordo, i lavoratori possono richiedere la pensione ordinaria. Se maturano il diritto a una pensione anticipata prima della scadenza dell’isopensione, hanno la possibilità di optare per tale soluzione. Inoltre, i lavoratori in isopensione possono continuare a lavorare senza perdere l’indennità.

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