Un orologio dotato di televisione: questo salto nel passato è un ritorno al futuro

Un orologio in grado di trasmettere la televisione? Facciamo un salto nel passato per capire come potrà essere il futuro di questo prezioso accessorio

Moda e tecnologia vanno di pari passo, spesso dipendendo l’una dall’altra e cercando di soddisfare le esigenze dei clienti per quanto riguarda comodità e stile. Negli ultimi anni, è chiaro che si debba sempre più guardare all’innovazione per restare al passo delle migliori aziende, ma è un discorso che valeva anche tanti anni fa, in particolare nel 1983.

L'orologio del passato che fa fare un salto nel futuro
Uno smartwatch (Foto Rixalto Group) – ilciriaco.it

È proprio questa la data in cui è stato lanciato sul mercato un orologio che prometteva di far impazzire gli appassionati del genere digitale e segnare una svolta storica. Stiamo parlando del Seiko Tv Watch riferimento DXA002, accessorio dallo stile inconfondibile dell’azienda giapponese che aveva in dotazione anche un piccolo televisore a cristalli liquidi.

Per inquadrare per bene il suo lancio sul mercato, è importante dire che all’epoca Seiko era la regina degli orologi al quarzo con display LCD. Tanti altri cercavano di tenere il passo, progettando prodotti di qualità, ma c’è poco da fare quando devi scontrarti con un punto di riferimento del genere. Ciò spinse i produttori a sfornare un modello indossabile talmente tanto all’avanguardia da essere considerato un passo più lungo della gamba.

La sfortuna del Seiko Tv Watch: quando il passato diventa futuro

Di fatto, quello che doveva essere il culmine del percorso di Seiko ci mise poco a diventare un vero e proprio flop commerciale. L’invenzione, infatti, non ebbe successo e presto l’azienda cessò la produzione.

L'orologio del passato che fa fare un salto nel futuro
Un altro smartwatch (Foto Canva) – ilciriaco.it

In effetti, pur essendo parecchio avanzato per l’epoca, presentava degli ostacoli non da poco. Innanzitutto, riceveva solo il segnale radiotelevisivo analogico e soprattutto frequenze giapponesi – se non solo quelle. Immagine a colori? Impossibile, solo in bianco e nero, con una colorazione sfocata e dalle tonalità strane, più tendenti al blu e al grigio. In più, per sintonizzarsi occorreva indossare le cuffie, non solo per l’audio, ma anche perché funzionavano come antenne.

Per non parlare di pile in dotazione e delle difficoltà di segnale. Insomma, era soprattutto un primo prototipo che avrebbe aperto la strada a un nuovo genere, soprattutto nelle idee di Seiko. Oggi il modello sta tornando a essere parecchio apprezzato dai cultori del genere, più che altro per collezionismo.

I pochi venditori che lo mettono a disposizione sul web chiedono cifre folli, che superano i duemila dollari. Chissà che non possa aprire la porta a una nuova generazione di orologi, con una tecnologia più avanzata e moderna e in grado di solcare una strada che Seiko avrebbe voluto percorrere fin dai magici anni ’80.

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