Reperibilità visita fiscale: gli orari in cui si può uscire di casa senza avere problemi

Quando un lavoratore è assente per malattia, una delle procedure che può attivarsi è la cosiddetta “visita fiscale”. Ecco le fasce di reperibilità

In tanti, da sempre, si chiedono quali siano gli orari di reperibilità in cui si può ricevere la visita fiscale se si è in malattia. Nel sottolineare come ogni assenza di questo tipo debba essere veritiera e certificata, vi diamo qualche dritta sugli orari previsti dalla normativa.

Orario visita fiscale
La visita fiscale – foto canva (ilciriaco.it)

Quando un lavoratore è assente per malattia, una delle procedure che può attivarsi è la cosiddetta “visita fiscale”. Si tratta di un controllo medico effettuato da un professionista incaricato dall’INPS presso il domicilio o l’indirizzo abituale indicato nel certificato medico. Questo tipo di controllo è fondamentale per verificare la reale condizione di salute del lavoratore e garantire la corretta erogazione delle prestazioni sociali.

Tuttavia, la reperibilità del lavoratore in determinati momenti della giornata è essenziale per assicurare il regolare svolgimento della visita fiscale. Entriamo nel dettaglio.

Gli orari in cui si può ricevere la visita fiscale

Queste fasce orarie, note come “fasce di reperibilità”, sono dalle 10 alle 12 del mattino e dalle 17 alle 19 del pomeriggio. È durante questi periodi che il lavoratore deve essere raggiungibile presso il proprio domicilio o luogo abituale di residenza. Ma ci sono casi in cui il lavoratore può essere assente dalla visita fiscale senza rischiare sanzioni? La risposta è sì, ma è importante comprendere le specifiche circostanze che giustificano tale assenza.

Orario visita fiscale
L’orario di reperibilità della visita fiscale – foto canva (ilciriaco.it)

Alcune sono, evidentemente, ovvie. Se il lavoratore è ricoverato in ospedale, è esentato dalla visita fiscale. Se il lavoratore è stato già sottoposto a visita fiscale per lo stesso periodo di malattia, potrebbe essere esentato da ulteriori controlli. In casi di forza maggiore o se la presenza del lavoratore altrove è imprescindibile, l’assenza può essere giustificata.

Ad esempio, trattamenti terapeutici urgenti, visite mediche incompatibili con le fasce di reperibilità o assistenza a familiari in gravi condizioni. I lavoratori privati possono essere esentati dalla visita domiciliare in caso di malattie gravi che richiedono terapie salvavita o che sono connesse a situazioni di invalidità civile riconosciuta al dipendente. I dipendenti pubblici possono essere esentati dalla visita fiscale se la malattia è riconosciuta come causa di servizio. Le lavoratrici in gravidanza a rischio possono richiedere l’esonero dalla visita fiscale se il lavoro può pregiudicare la loro salute o quella del nascituro.

La richiesta di esonero dalla visita fiscale può essere presentata dal lavoratore o dal medico curante. Tuttavia, la decisione finale spetta al medico dell’INPS, che valuterà attentamente ogni situazione. È importante notare che il lavoratore può essere esonerato solo dopo che il provvedimento di conferma è stato emesso, che avviene entro sette giorni dalla richiesta.

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