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  • Martedì 16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 07:24

Il massimo risultato con il minimo sforzo

In vista del big match di Trento (crollato in Russia nella nuova casa di Ragland), coach Sacripanti concede un provvidenziale riposo ai suoi titolarissimi e lancia i gregari di lusso: che griffano il pesantissimo colpaccio di Ostenda

  • di Raffaello Califano
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Il massimo risultato con il minimo sforzo

Due piccioni con una fava anzi, tre... La Scandone espugna Ostenda in scioltezza, ipoteca (almeno) il quarto posto del girone D e dunque la qualificazione agli ottavi di finale (laddove la attenderà un incrocio – presumibilmente – più pericoloso del normale, ma si vedrà...).

Una vittoria pesantissima, che sposta gli equilibri del raggruppamento e (ri)lancia in orbita la navicella Sidigas pure in Champions League. Un successo costruito grazie al contributo dei (tanti) gregari di lusso di cui dispone coach Sacripanti che, intelligentemente, dà ampio spazio alla panchina e concede un provvidenziale riposo ai suoi (stanchi) titolarissimi. Nella serata in cui Rich spadella con uno strano 3 su 14 e Leunen tira un po' il fiato, 'il fratello minore' Wells e il redivivo Zerini (11 punti e tre bombe) raddrizzano una situazione che – strada facendo, sembrava complicarsi a causa della fisicità del Telenet e delle polveri bagnate (29.4 per i padroni di casi e 39.2 per gli ospiti le percentuali dal campo).

La voglia matta di Fitipaldo (1 su 8, ma 7 assist) e N'Diaye di spaccare il mondo consigliano allo staff tecnico di risparmiare uno spento Filloy (al di là di qualche lampo) e un determinante Fesenko (che carica di falli e mette fuori partita gli omologhi avversari). In una sfida a punteggio e ritmo bassissimi (51 – 61 il finale), risultano decisive l'organizzazione tattica e l'asfissiante difesa dei lupi che nel secondo tempo alzano la pressione e mettono un tappo sul loro canestro. Se la compagine giallonera fallisce 13 liberi, la formazione biancoverde ne sbaglia (comunque) 8. In una gara (oggettivamente) non memorabile, l'unico (vero) neo restano i 18 rimbalzi offensivi concessi a Jekiri e soci (45 a 40 il computo totale): abitudine rischiosa contro competitor di un livello più alto. Solo un difetto su cui lavorare, in una notte che conferma la carica e la maturità di Scrubb (il migliore dei suoi, per distacco) e compagni.

Per la cronaca, crolla l'Aquila (in Eurocup) nella nuova casa di Ragland (assente e poco 'on fire' in questo periodo). Il Lokomotiv Kuban asfalta la Dolomiti Energia con un eloquente 97 a 69. Ma sabato in un infuocato Palatrento ci sarà da soffrire. In palio fra le tante cose un altro pezzettino di storia del basket in particolare e dello sport avellinese in generale. Avanti così e sotto a chi tocca, allora.

Ultima modifica ilGiovedì, 11 Gennaio 2018 12:25

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