L’Us Avellino sta vivendo ore caotiche, frenetiche, con la vittoria sul campo che manca dal 15 dicembre e con le vicende societarie che non rasserenano.
Del momento in casa biancoverde ha parlato anche il sindaco di Avellino Gianluca Festa, durante Linea Verde Sport.

Il sindaco ripercorre i mesi di difficoltà della società biancoverde, partendo da quest’estate: “Tutto è nato da quest’estate, con il caso Sidigas. Tutti siamo rimasti disorientati, abbiamo rischiato la scomparsa. Siamo passati da una vittoria comunque entusiasmante seppur in Serie D, per poi vedere crollare tutto. Inizialmente il problema Sidigas non era stato compreso, non c’era stata subito mostrata la grandezza del problema. Già allora c’erano potenziali acquirenti locali e locali che non sono qui, c’erano grandi opportunità. In quella fase la proprietà non ha voluto vendere e ha iniziato la stagione. Con un campionato che inizia così, la situazione di oggi è figlia di quello che successe a luglio. Oggi a noi tutti il compito di trovare una soluzione adeguata per terminare il campionato nel miglior modo possibile. Poi, se riusciamo già oggi, troviamo una proprietà solida, altrimenti cerchiamo di arrivare fino a fine campionato e poi si faranno le valutazioni“.

Cosa bisogna aspettarsi dal futuro?: “Serve ripartire con una società solida, con un progetto serio, e che coinvolga anche lo stadio, perché oggi in Serie C è dispendioso fare calcio. Serve organizzazione: settore giovanile, dirigenza in grado di ingaggiare calciatori capaci di portare un ritorno economico, serve valorizzare calciatori di altri ottenendo visibilità, serve una piazza calda, che abbiamo. Lo stadio serve: va bene metterci i soldi, ma trovare imprenditori disposti a rimetterci ogni anno 3-4 milioni è utopico. Per questo serve lo stadio, per far avere un ritorno economico a chi investe. Sarebbe inoltre una garanzia: chi spende 25-30 milioni per lo stadio vuol dire che vuole restare. Ci siamo fatti scappare Vigorito, che ora porterà per la seconda volta il Benevento in Serie A. Se c’è un altro Vigorito? Con quella capacità economica di spesa probabilmente no. Ma non è detto che ci debba essere una persona sola: anche un pool di persone intorno a un progetto serio non è una cosa impossibile. Oggi si devono cedere le quote societarie: per me sarebbe meglio che uno dei due acquisisse le quote dall’altro, per poi verificare se ci sono imprenditori che avessero vogliano di acquisire la società“.

C’è qualche legame tra Sidigas e IDC? Questo il pensiero di Festa: “Non voglio commentare questo aspetto. Opzione call? Vado oltre, vado verso la cessione delle quote da parte dei due gruppi. Non so se ci siano presenze alle spalle, ma non credo. Anche perché altrimenti non ci sarebbe stata la volontà di vendere. Da quanto mi hanno detto invece c’erano aspettative diverse su questa avventura ad Avellino. Finché non cedono loro sono i proprietari, l’interlocuzione serve per far capire che al momento sarebbe meglio cedere. Per fare ciò c’è bisogno di superare questo impasse tra di loro, ma anche di qualcuno che voglia comprare. Ho chiesto ai due gruppi di quantificare quanto realmente hanno speso, visto che loro rivogliono solo ciò che hanno messo. Ci può essere stato anche qualche contatto tra le due parti. Entrambe hanno compreso che questa esperienza deve chiudersi: rispetto ad altre aspettative il contesto non è quello che speravano fosse. Non si può andare avanti così, la piazza ha mostrato grande maturità. In questo momento ci sono due strade: uno dei due acquisisce le quote dell’altro per poi verificare se c’è qualcuno pronto a subentrare; oppure, se non c’è dialogo tra le parti, serve trovare una terza figura di garanzia che verifichi se c’è una disponibilità ad acquisire alle cifre richieste. Entrambe le ipotesi portano all’uscita di scena di Izzo e Circelli. Imprenditori irpini che avrebbero appoggiato solo Izzo? La situazione è diversa: prima si cercavano soci, ora acquirenti. Sui nomi dei possibili imprenditori si fanno sempre gli stessi nomi, è sconveniente e ripetitivo. Per ora ci sono irpini in loco, non che vivono altrove. Noi ci portiamo avanti debiti dalla Serie D, bisogna quantificare quanti sono e quanto serve per finire la stagione. Gli F24? Anche a me Circelli ha confermato di averli pagati“.

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