L’Us Avellino presenta la nuova stagione, tra obiettivi e la squadra che verrà

Dalla stagione passata alle novità, tra calciomercato, ritiro, campagna abbonamenti e obiettivi futuri: le parole di Angelo D'Agostino, Giovanni D'Agostino, Salvatore Di Somma e Piero Braglia

Uno sguardo al passato e uno al futuro. L’Us Avellino quest’oggi ha tenuto una conferenza stampa presso Villa Solimene, start alle ore 18.30. L’occasione giusta per fare un bilancio sulla stagione appena conclusa, ma anche per presentare quello che sarà il futuro a tinte biancoverdi, dove ci saranno ancora il direttore sportivo Salvatore Di Somma e il tecnico Piero Braglia.

A prendere però per primo la parola, come di consueto, il patron Angelo Antonio D’Agostino: “Abbiamo voluto fare questa conferenza per mettere un punto su quanto fatto in questa stagione. Siamo partiti in ritardo, con tanti problemi. Di questi tempi un anno fa l’Us Avellino non esisteva, come società e come calciatori. Facendo un bilancio, oggi siamo in una buona condizione, anche migliore rispetto a squadre più collaudate. Si è lavorato bene, ma è merito di tutti coloro che ci sono stati vicini quest’anno. Un ringraziamento particolare agli sponsor. Un anno fa dicemmo che volevamo fare un progetto serio, in parte quel che avevamo previsto ci è riuscito, anche abbastanza bene. Speriamo di fare ancora meglio. Il calcio non è una scienza esatta, al di là del risultato abbiamo fatto un grande campionato, per poco non facevamo bottino pieno. Ma dalla sera stessa della sconfitta col Padova ero già focalizzato sul futuro. Volevamo dare continuità a un progetto nato un anno fa insieme a Di Somma e Braglia. Non conoscevo il mister prima, abbiamo un ottimo rapporto, a volte può essere conflittuale su alcune cose ma fa parte del gioco. Quindi ci tenevo a dire pubblicamente che daremo continuità al progetto: le conferme di Di Somma e Braglia sono doverose, anche perché squadra che vince non si cambia, e quest’anno abbiamo più vinto che perso, magari evitando qualche errore commesso. Avevamo le idee chiare, era giusto dare continuità, non si poteva fare diversamente, è stato tutto molto veloce con Braglia, anzi era quasi scontato che le cose sarebbero andate così. Abbiamo in testa un progetto, a breve termine ma di certo non di un anno, quindi era giusto e doveroso riconfermare la struttura tecnica. Siamo pronti anche per l’iscrizione al campionato. Avevamo già la delibera anche per la Serie B, ma abbiamo dovuto purtroppo fare marcia indietro. Questa è la prova che tutti noi ci crediamo, portando avanti un grande progetto. L’obiettivo? L’anno scorso abbiamo detto una bugia, la diremo anche quest’anno (ride, ndr). Allestiremo sicuramente una squadra per fare meglio, ma il calcio non è una scienza esatta, ma non possiamo dire già adesso che vinceremo.Il focus è sempre quello di andare avanti. Sarà un girone C difficilissimo, ma possiamo competere con qualsiasi piazza. Ciò però comporterà un sacrificio economico maggiore, dovendo aumentare la competitività della squadra. Se saremo fortunati potremo raggiungere obiettivi importanti. Stadio e Serie B? L’una non esclude l’altra, la procedura per la struttura non può incidere sugli esiti sportivi. Speriamo di riuscire quanto prima a fare dei passi in avanti decisivi. Campagna abbonamenti? Ad ora abbiamo la possibilità di far entrare mille tifosi, vediamo cosa succede nei prossimi giorni ma con mille tifosi… Mi auguro che quest’anno riusciremo ad avere i nostri sostenitori allo stadio, da parte nostra speriamo di poter fare la campagna abbonamenti. Per il ritiro ci stiamo organizzando, da domani incominceremo a lavorare per vedere il da farsi, qualche idea già c’è“.

La parola passa poi a Giovanni D’Agostino: “Siamo partiti nemmeno un anno fa per programmare la stagione scorsa, ma possiamo migliorare, credo che non siamo nemmeno al 30% di quello che possiamo esprimere. C’è stata una risposta importantissima da parte dei tifosi. Abbiamo provato a colmare la distanza coi tifosi attraverso la Fidelity Card. Poi ci sono state le iniziative a Natale, poi a Pasqua, concludendo con “Lupo sulla pelle”, cioè quella di poter scrivere i propri nomi sulla maglia dei playoff. Tutto ciò serviva per riavvicinare i tifosi all’Avellino. Volevamo riqualificare il nome, ce ne siamo accorti in sede di mercato per tutto quello che è successo nel passato recente dei biancoverdi. La mancanza dei tifosi si è sentita, li abbiamo visti solo con il Padova, ma solo fuori allo stadio ce n’erano diverse migliaia, e questo ci riempie di orgoglio. Ringrazio tutti coloro che fanno le ore piccole per l’Avellino, dai giornalisti ai tifosi agli sponsor passando per direttore e allenatore. Non potevamo non dare continuità a questo progetto. L’Avellino, comunque, non è un supermarket come qualche giornalista ha scritto, perché le notizie incidono in sede di mercato. Si è scritto tanto in questa settimana, ma il nostro campionato è appena finito e già leggo tantissimi nomi, e nessuno di quelli è vero. Sul settore giovanile: il progetto Youth sta crescendo, con tanti tesserati irpini. C’è un discorso lungo, che si aggancia alle strutture. La dimensione dell’Avellino è la Serie B, ce la meritiamo. Ma per arrivarci bisogna crescere, anche a livello di strutture. Le difficoltà per trovare un ritiro sono enormi: a Sturno c’è il campo per il ritiro ma accanto non ci sono le strutture giuste. Abbiamo costruito 10 rose per il settore giovanile, ringrazio i sindaci delle sedi che ci hanno accolti e che fanno crescere i nostri ragazzi. Dobbiamo crescere come città e provincia a livello strutturale“.

Queste invece le parole di Salvatore Di Somma: “Vorrei ringraziare la famiglia D’Agostino, che mi dà ancora una volta la possibilità di lavorare per il mio Avellino, quindi grazie di cuore. Siamo partiti quest’anno con grandi difficoltà, in ritiro c’erano due calciatori. In 20 giorni abbiamo allestito una squadra competitiva. Sicuramente non abbiamo preso dei campioni, ma degli uomini veri che ci hanno permesso di arrivare dove siamo arrivati. Stavamo realizzando un sogno, io ci credevo davvero. Per me la cosa importante è di aver ricompattato un ambiente che si era sciolto: vedendo prima della partita col Padova 4-5000 persone è stato emozionante, son cose che non ho mai visto in altre città. Ringrazio tutti per quello che ci avete dato. Intoccabili in rosa? L’anno scorso abbiamo giocato col 3-5-2 e abbiamo fatto un percorso importante, toccando con mano la Serie B. Sono convinto che se non ci fosse stata la Ternana avremmo vinto il campionato. Se ci saranno cambiamenti di sistemi ecc dipenderà dal mister. Ma in rosa nessuno è intoccabile: se ci arriva un’offerta di un milione di euro per ogni calciatore che abbiamo diamo via tutti. Noi abbiamo tre attaccanti in rosa: Maniero, Santaniello e Bernardotto, sono tutti e tre importanti. Qualcuno al posto di Errico a gennaio? Nel mercato abbiamo avuto tantissime difficoltà l’anno scorso, per la credibilità che l’Avellino ha perso negli anni scorsi, come ha detto prima Giovanni. Siamo stati aiutati a qualche amico, ma ci sono state tante problematiche. Vediamo se ci sarà qualche situazione importante, se qualcuno avrà offerte. Al momento restano con noi, se ci saranno proposte per loro le valuteremo. Dovremo fare innesti per 5-6 calciatori, speriamo di non sbagliarli. Se ci capiterà l’occasione di avere qualche calciatore forte in prestito non ci faremo sfuggire l’opportunità, abbiamo ottimi rapporti con diversi club di Serie A. La nostra intenzione è quella di migliorare l’organico“.

Infine la palla passa a mister Piero Braglia: “Ringrazio tutti per la disponibilità trovata durante l’anno, anche se qualche discussione con i giornalisti c’è stata (ride, ndr). Abbiamo fatto un percorso importante con ragazzi eccezionali, dimostrando sul campo che meritavano l’affetto di tutti. I ragazzi hanno pianto dopo l’eliminazione, e son venuti i lacrimoni anche a me. Ma vuol dire che ci riproveremo, per dare una soddisfazione alla città e alla proprietà. Con che modulo giocheremo il prossimo anno? Di Somma mi ha sempre detto di non dire nulla su queste cose. Ci sono alcune cose da migliorare, se son qui è perché vuol dire che ci sono i presupposti per farlo. Sono tranquillo e fiducioso del lavoro che verrà fatto. Non sprecheremo tempo: l’anno scorso siam partiti da zero, quest’anno abbiamo una base. Poi se una società vuol vincere i giocatori forti non li manda via, a meno che non ci sia un ritorno importante, ma quel caso è diverso. Io ero deciso a rimanere, abbiamo fatto passare alcuni giorni perché perdere non ha fatto piacere nessun, abbiamo dovuto digerire la sconfitta. Appena si è rasserenata la situazione abbiamo parlato. Ho firmato un altro contratto annuale. Difficoltà degli attaccanti per mancanza di qualità dietro? Ci siamo accorti che c’è mancata qualcosina, infatti abbiamo parlato di queste cose. Serviva più qualità nel fare da raccordo tra centrocampo e attacco, stiamo lavorando per migliorare queste cose. Dove dobbiamo migliorare? Un po’ da tutte le parti, se vogliamo fare meglio dell’anno scorso. Vogliamo fare qualcosina di diverso rispetto alla passata stagione“.

In chiusura anche le parole del primo cittadino, Gianluca Festa: “Dopo il Padova abbiamo pianto. Dalla rete di Maniero all’andata ci abbiamo creduto, sembrava un segno premonitore. Ci siamo rimasti male, secondo giorno mutismo. Ma poi abbiamo pensato: che sfizio c’è vincere senza pubblico, senza l’invasione di campo? Quindi abbiamo pensato che dovremo vincere con i tifosi, anche per salutare il nuovo stadio, come saluto di commiato la Serie B, perché il prossimo anno inizieranno i lavori per la nuova struttura. Ma pensiamo da dove siamo partiti, dall’Avellino salvata per un miracolo. Io ringrazio la proprietà per quanto fatto un anno e mezzo fa, perché l’Avellino altrimenti sarebbe morto. Tutti sogniamo il grande obiettivo, prima la B e poi la A. Ma dietro ogni grande obiettivo c’è un progetto, e il progetto c’è. Serve una proprietà solida, e c’è; serve qualche plusvalenza importante, e la faremo. In campo non ci va il blasone, ma quest’anno abbiamo giocato a calcio, siamo stati organizzati. Il nostro è un girone completato, ma abbiamo una struttura forte. E poi abbiamo una cosa che mancava da anni: abbiamo scelto un uomo che guidasse un progetto, che viene costruito insieme a tutti. Senza gli sponsor e il sacrificio della famiglia D’Agostino, non avremmo mai potuto raggiungere questo risultato“.

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