Cambiare legalmente il proprio nome e cognome: come e quando si può fare

Nel caso si voglia cambiare il proprio nome e cognome c’è una solida procedura da seguire. Ecco modi e opportunità per farlo legalmente.

Può succedere che una persone desideri cambiare il proprio nome e cognome. Succede quando un cittadino non vuole rivelare la sua origine straniera, oppure se il nome con cui si è ritrovato lo mette in imbarazzo. In passato ci sono stati tanti esempi. Ecco come chiunque, con una buona causa, può cambiare il proprio cognome.

cambiare nome in Italia
Pratica per cambiare nome in Italia – foto: ANSA – ilciriaco.it

I motivi per voler cambiare il proprio cognome sono tanti. Può essere un cognome offensivo o imbarazzante, può essere che per integrarsi meglio in Italia qualcuno voglia avere un cognome che non suoni straniero, o potrebbero esserci molti altri motivi. Qualunque esso sia, esiste un modo perfettamente legale per cambiare il proprio cognome e sentirci chiamati come si vuole, basta seguire il regolamento per la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, che è la legge che permette il cambio di nome e cognome in Italia.

Per cambiare il proprio nome o cognome o aggiungerne uno al proprio nome già presente ci si deve rivolgere al Prefetto della provincia del luogo di residenza. La richiesta del cambio di nome deve essere affiancata da una motivazione valida, ovvero da un disagio reale che comporta avere il nome di partenza per cui si richiede di cambiarlo. Secondo la legge italiana, infatti, cambiare nome è considerato un interesse legittimo, ma non un diritto. Inoltre la richiesta deve essere presentata tramite apposita istanza in bollo. Da questo punto in poi il processo non è molto complesso, ma ci vuole davvero un motivo valido per cambiare nome.

Chi e come può cambiare nome in Italia

Il cambio di nome in Italia può essere fatto dai cittadini italiani maggiorenni. Per gli stranieri la procedura è diversa perché deve essere utilizzata quella del paese d’origine e poi dare conferma dal consolato che la prima e la seconda identità corrispondano alla stessa persona. Dopo di ciò si può presentare la richiesta anche al prefetto così come stabilito dalla legge. In ogni caso non è possibile farsi attribuire un cognome di importanza storica per il territorio di appartenenza, onde evitare che le persone possano spacciarsi per appartenenti a famiglie illustri.

L’iter del cambio di nome dura in media 2 mesi. A decidere se l’istanza presentata dalla persona è ammissibile è il Prefetto. In caso di respinta ci sono delle conseguenze: chi è stato respinto non può mandare una nuova richiesta, ma c’è la possibilità di fare ricorso al TAR entro 60 giorni.

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La domanda deve essere inviata al Prefetto – ilciriaco.it

Quante persone in Italia cambiano nome?

Ogni anno in Italia circa 3.000 persone richiedono di poter cambiare il proprio nome o cognome e di questi a ottenere quello che vuole è mediamente il 10%. La procedura in se è piuttosto semplice e la percentuale di successo dipende unicamente dal Prefetto.

Il Prefetto è l’unica entità che decide se confermare o rigettare la richiesta di cambio nome in base alla motivazione ad essa allegata.

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