Notte in bianco? Ecco come potenziare le funzioni cognitive secondo gli scienziati

Non è più un mistero il fatto che il sonno sia essenziale per il nostro benessere mentale e fisico. Eppure, secondo recenti statistiche, un adulto su tre non riesce a dormire a sufficienza.

Dormire male durante la notte compromette l’andamento della giornata seguente con stati di confusione mentale e distrazioni. Esiste un modo per arginare il problema e potenziare le funzioni cognitive in soli 20 minuti.

Dormire male conseguenze
Dormire male, come arginare le conseguenze – Ilciriaco.it

Gli esperti raccomandano di dormire dalle sette alle nove ore ogni notte. Tuttavia, la frenesia dei pensieri, preoccupazioni per il lavoro, la famiglia o altri impegni spesso ostacolano il raggiungimento di questo obiettivo. La privazione del sonno, se protratta per lungo tempo, può contribuire a sviluppare malattie cardiache, obesità, disturbi neurodegenerativi e depressione.

A breve termine, invece, ha altre conseguenze spiacevoli come il deficit della nostra capacità di attenzione, di giudizio, di controllo delle emozioni e delle funzioni cognitive generali. Una ricerca recente dell’Università di Portsmouth nel Regno Unito offre una speranza per tutti colore che soffrono di problemi di confusione mentale indotta da privazione del sonno.

Mancanza di sonno: è possibile potenziare le funzioni cognitive in poco tempo

Joe Costello, ricercatore presso la School of Sport, Health and Activity Science ha affermato che l’esercizio fisico riesce a migliorare e mantenere efficienti le nostre prestazioni cognitive. Ciò accade anche quando i livelli di ossigeno sono ridotti.

Dormire male conseguenze
Dormire male, come arginare le conseguenze – Ilciriaco.it

Inoltre, ha specificato come sia stato condotto il primo studio che mette in relazione le prestazioni cognitive dopo la privazione del sonno totale e parziale e quando combinato con esercizio fisico e privazione di ossigeno.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista di settore Physiology and Behavior. Sono stati messi in pratica due esperimenti, ciascuno con 12 partecipanti. Il primo ha esaminato l’impatto della privazione parziale del sonno (tre giorni consecutivi con cinque ore di sonno a notte) sulle prestazioni cognitive dei partecipanti.

Nel secondo esperimento, invece, è stato esaminato l’impatto della privazione totale del sonno in combinazione con la privazione di ossigeno. In entrambi gli esperimenti, tutti i partecipanti hanno notato un miglioramento significativo delle prestazioni cognitive dopo soli 20 minuti di attività di intensità moderata su una cyclette.

L’ipotesi degli scienziati è che l’esercizio fisico migliori le prestazioni cognitive poiché legato all’aumento del flusso sanguigno cerebrale e dell’ossigenazione. Joe Costello ha aggiunto: “I nostri risultati suggeriscono che, anche quando l’esercizio viene eseguito in un ambiente con bassi livelli di ossigeno, i partecipanti erano comunque in grado di svolgere compiti cognitivi meglio rispetto a quando erano a riposo nelle stesse condizioni.”

La conclusione sarebbe, quindi, che il movimento sia una vera e propria medicina per il corpo e il cervello.

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