Quanto impieghi ad addormentarti? Tre elementi che incidono sulla tua insonnia

Il sonno è vitale per la nostra salute, e se non riusciamo ad addormentarci in un certo lasso di tempo, potrebbe esserci un problema. Ecco qualche utile suggerimento per ovviare al problema.

Qual è il tempo necessario per addormentarsi una volta che appoggiamo la testa sul cuscino? Le statistiche dicono che in media occorrono 20 minuti. Ma ovviamente ognuno di noi può metterci di più o di meno. Se superiamo di molto i 20 minuti, comunque, ci innervosiamo e cominciamo a rigirarci nel letto. In certi casi, il problema non è da sottovalutare: potrebbe trattarsi della cosiddetta insorgenza ritardata del sonno.

quanto impieghi ad addormentarti tre elementi che incidono sull'insonnia
Un buon sonno è la condizione di base per una vita diurna efficiente e gratificante. (Ilciriaco.it)

Le cause dell’insorgenza ritardata del sonno rientrano in tre categorie generali. Alcune sono più facili da affrontare e gestire di altre. L’importante è riconoscerle e prenderne consapevolezza: ne va del nostro benessere e della nostra salute. Se non dormiamo abbastanza, infatti, cuore, mente e corpo non funzionano come dovrebbero, con effetti a cascata potenzialmente anche molto gravi.

Cosa c’è dietro la difficoltà a prendere sonno

1. Scelte di vita
Essere fisicamente attivi, avere una vita sociale stimolante e partecipare ad attività significative durante il giorno può migliorare il sonno. Ma quando le nostre routine diurne vengono interrotte, è facile lasciar andare anche le routine serali e notturne. Dall’addormentarsi sul divano mentre si guarda la tv (o si gioca al telefono) al fare sonnellini durante il giorno, certe cattive abitudini possono rendere molto più difficile addormentarsi in quella finestra di 20 minuti.

Se abbiamo bisogno di addormentarci in modo da poterci svegliare all’ora giusta il giorno dopo, è meglio mantenere sempre la stessa routine di sonno. In questo modo il cervello e il corpo sono più abili nel mantenere un ciclo sonno-veglia regolare. Un’altra scelta pro-sonno è quella di bere meno caffeina.

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Le scelte di vita, a partire dall’attività fisica e dall’alimentazione, sono direttamente correlate alla qualità del sonno. (Ilciriaco.it)

2. L’ambiente del sonno
L’ambiente esterno può favorire o ostacolare il nostro sonno, anche in relazione alle preferenze sensoriali. Se siamo particolarmente sensibili alla luce o ai rumori, c’è da scommettere che vivere in un quartiere del centro città non aiuti… Ecco allora che tende oscuranti e un buon isolamento (o una camera da letto collocata nella parte più “tranquilla” della casa) sono ottimi alleati di un buon riposo.

Idem per il materasso, il cuscino, le lenzuola e le coperte: se non ci piace la sensazione che ci dà il nostro letto, addormentarci sarà più difficile. Inoltre, la temperatura corporea deve scendere leggermente per favorire il sonno: se la camera da letto è troppo calda, faremo fatica a dormire (anche d’inverno sarebbe bene non superare i 18° C). 

3. Patologie preesistenti 
I problemi di salute mentale peggiorano la qualità del sonnoÈ un circolo vizioso: se stiamo lottando con lo stress, l’ansia o la depressione, potremmo avere più difficoltà ad addormentarci. Il che a sua volta alimenterà lo stress, l’ansia e la depressione. Sdraiarsi a letto pensando ai problemi, preoccuparsi delle incertezze della vita (e ce ne sono molte!) e sentirsi bloccati nei rimpianti e nel dolore non è un modo per addormentarsi. In questo caso, la scelta migliore è rivolgersi a un terapeuta e chiedere aiuto. Il sonno è una delle attività più sottovalutate nella nostra vita quotidiana, anche se – paradossalmente – molti di noi la bramano continuamente. 

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