La mancata ratifica del tesseramento di Karic, Illanes e De Marco è un segnale d’allarme per il futuro dell’Us Avellino. Il pesantissimo risultato sul campo contro il Catania (3-6) rischia di non essere il male peggiore. Accanto ai ritardi di preparazione, alle evidenti lacune tecniche, c’è una situazione societaria per nulla rassicurante. La società assente fisicamente latita anche dal punto di vista burocratico – amministrativo e la fideiussione per concludere il tesseramento dei tre calciatori tarda arrivare. I soldi degli abbonamenti coprono il costo, ma il presidente Claudio Mauriello non riuscirebbe a trovare una agenzia assicurativa disposta a garantire la fideiussione. Almeno è quanto trapela nelle ultime ore.

Analizzando quanto accaduto nell’ultima settimana, conti alla mano, la vita dell’Us Avellino potrebbe avere i mesi contati. E non è molto difficile dedurlo.

Claudio Mauriello, presidente Us Avellino

Il milione di euro garantito dalla fideiussione presentata in fase di iscrizione a garanzia degli stipendi è esaurito come affermato dall’allenatore Giovanni Ignoffo, si dall’allenatore non da un dirigente. I biancoverdi hanno sforato il budget a disposizione, ed è per questo che nonostante la società abbia ufficializzato gli acquisti di Karic, Illanes e De Marco, questi non sono ancora a disposizione del tecnico. Per concludere il tesseramento occorre una fideiussione del 40% della cifra totale in disavanzo a garanzia degli stipendi. I fondi per pagare la fideiussione, magari per un importo maggiore in modo da poter compiere ancora qualche operazione di mercato per migliorare qualitativamente la rosa,  dovrebbero essere prelevati dagli introiti per abbonamenti e biglietti. Ma quale società assicurativa emetterebbe una fideiussione a favore di un’azienda senza utili i cui soci, De Cesare e Sidigas, sono sotto inchiesta giudiziaria, con parte del patrimonio sotto sequestro e la restante in attesa di giudizio?

Giannandrea De Cesare

Si stima che in totale l’Us Avellino possa aver incassato in totale tra i 350mila ed i 400 mila euro comprese le due gare interne. Ad oggi spende almeno 100mila euro al mese di stipendi (fideiussione da 1 milione esaurita per 10 mensilità), a cui bisogna aggiungere costi per trasferte, spese di utenze, dipendenti, il fitto dell’impianto di gioco. Non potendo utilizzare altri capitali per la nota inchiesta giudiziaria in corso che interessa patron De Cesare e la sua Sidigas, senza sponsorizzazioni come constatato domenica al Partenio e con i diritti televisivi in arrivo a fine stagione, il futuro dell’Us Avellino è legato direttamente alla passione dei tifosi. E vada per gli oltre 2600 che hanno dato fiducia a scatola chiusa a questa società, esauriti i soldi degli abbonamenti resteranno solo gli introiti dei biglietti. Al Partenio mediamente dovrebbero esserci 5000 paganti, abbonati esclusi, per portare avanti una gestione comunque ridotta all’osso. Una follia.

Al primo controllo della Co.Vi.Soc fissato a metà ottobre la società dovrà farsi trovare in regola con i pagamenti degli stipendi, ritenute Irpef, contributi Enpals e Fondo di Fine Carriera, pena due punti di penalizzazione. Controlli previsti il 16 Dicembre, 16 Febbraio e 16 Marzo. Gli stipendi come dicevamo dovrebbero essere coperti dalla fideiussione, ma il resto?

La ricerca di sponsor è divenuta spasmodica ma i contatti avviati non hanno trovato riscontro. Biasimare quanti hanno deciso di non investire sulla società biancoverde non sarebbe corretto. E’ il frutto di un atteggiamento (stile?) che in questi anni ha visto al comando sempre e soltanto Giannandrea De Cesare e che oggi rischia di far pagare un conto salatissimo allo sport irpino mettendo a segno un triplete negativo insieme al volley ed il basket.

L’unica via d’uscita per la società calcistica appare la cessione ed anche in tempi rapidissimi. Le cronache di un mese fa sono note a tutti, così come le critiche piovute sull’unica offerta ritenuta valida ma non congrua dalla società e parte della tifoseria. Quella stessa offerta tra qualche mese potrebbe non esserci più, e senza alternative la nuova scomparsa del calcio ad Avellino si avvicinerebbe inesorabile.

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