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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 12:14

Comune, Montefusco: «Esperienza Foti da archiviare. Sul Teatro l’amministrazione processa se stessa»

L’esponente di Sinistra Italiana punta il dito contro sindaco e giunta. Sul commercio: «Manca un progetto»

Trasformismo politico e inadeguatezza amministrativa. Questi, per il rappresentante cittadino di Sinistra Italiana, Roberto Montefusco, sono gli elementi che caratterizzano l'attuale esperienza amministrativa.
Dai cambi di casacca a Palazzo di Città alle vicende amministrative più spinose come quella legata al teatro «Gesualdo», quella di Montefusco è bocciatura senza appello dell'azione posta in essere dal sindaco e della sua giunta.
«Quella in corso -dice- si conferma una consiliatura caratterizzata da trasmigrazioni e trasformismo. Quando i consiglieri comunali decidono di posizionarsi diversamente da dove sono stati collocati dal voto degli elettori, è chiaro che viene a determinarsi un allontanamento dei cittadini dalla politica». Sul punto, Montefusco puntualizza: «Naturalmente è chiara a tutti la differenza tra chi passa dalla maggioranza all'opposizione, pagando un prezzo politico, e chi fa il percorso inverso, traendone evidentemente vantaggi e rendite politiche, oppure chi passa da un gruppo all'altro senza alcuna visibile e sostenibile motivazione».

Venendo allo scenario generale all'interno dell'assise cittadina, l'esponente di Sinistra Italiana non ha dubbi: «La chiusura della crisi, attraverso il mini rimpasto prodotto dal sindaco, in realtà non ha risolto alcun problema».

Innanzitutto il commercio: «L'assenza di una programmazione seria, la vicenda delle casette di legno per Natale e i commercianti che lamentano una città ostaggio dei cantieri sono la metafora della condizione malinconica che vive Avellino». Per Montefusco «manca una idea, un progetto, ma anche una visione del quotidiano».

Quindi il nodo teatro «Carlo Gesualdo». «Sostanzialmente -afferma-, sul banco degli imputati c'è una maggioranza consiliare che in questi anni non ha controllato cosa accadeva in una istituzione che è una partecipata del Comune. Siamo davanti ad un surreale processo a sé stessa messo in piedi dall'amministrazione».

«Il quadro che emerge dalla relazione del consulente Terracciano -aggiunge- ci parla delle evidenti responsabilità della struttura comunale. L'impossibilità di approvare il bilancio consuntivo del 2015 del teatro, a mio avviso, è un fatto di una gravità inaudita».

Tutto questo, per Montefusco, conferma quanto dal suo partito viene denunciato da tempo: «Sarebbe stato necessario archiviare anticipatamente l'esperienza amministrativa per consentire il ritorno alle urne dei cittadini, ma visto che quasi certamente l'agonia andrà avanti fino al 2018, non ci resta che rimanere vigili e continuare a raccontare quanto accade in città».

Ultima modifica ilSabato, 10 Dicembre 2016 20:19

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