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  • Venerdì 22 Marzo 2019 - Aggiornato alle 07:54

Avellino e il voto, Montefusco: "Si ad un confronto pubblico e trasparente. Cambiare tutto e ricostruire una speranza"

Il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana parteciperĂ  all'assemblea pubblica di centrosinistra: "una proposta politica in discontinuitĂ  con il passato. Riconsegniamo una speranza alla cittĂ ".

  • di Roberto Montefusco
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Avellino e il voto, Montefusco: "Si ad un confronto pubblico e trasparente. Cambiare tutto e ricostruire una speranza"

"La convocazione da parte dell'associazione Controvento di un' assemblea pubblica aperta ai cittadini, alle forze politiche, alle associazioni della cittĂ  che si riconoscono in un'area progressista, oltre che ovviamente alle cronache della stampa, è un fatto positivo, che avevamo auspicato e richiesto. Perchè consente di uscire da liturgie stanche e infruttuose e di rendere pubblico, trasparente, il confronto sui destini di Avellino.

Sorprende che tanti commentatori non abbiano preso atto che, dopo lunghi anni di nebbie, di opacità, siamo quanto meno di fronte ad un cambio di metodo, che va registrato con interesse. Quanto al merito della discussione, io credo che sarebbe profondamente sbagliato approcciarsi alla città, ai suoi problemi, alle sue pulsioni, dimenticando quanto accaduto lo scorso giugno. In particolare l'esito del secondo turno ci ha chiaramente manifestato una domanda di cambiamento radicale, che poi è stata clamorosamente tradita dal M5s al governo della città, crollato sotto il peso della sua inadeguatezza, delle continue provocazioni nei confronti delle opposizioni e delle Istituzioni cittadine. In pratiche di governo e sottogoverno per nulla dissimili da quelle di chi li aveva preceduti, dalla incapacità di sciogliere i nodi politici che si sono ritrovati dinanzi, da ultima la questione, enorme, della condizione dei conti dell'Amministrazione e dell'ipotesi-dissesto, anch'essa affrontata in maniera goffa e irrresponsabile.

Come si ricorderà, Si Può fu sostanzialmente l'unica lista e soggettività politica che non diede indicazioni di voto al secondo turno, ovviamente non a sostegno di Ciampi, e non a sostegno di un blocco, quello che aveva candidato Nello Pizza, che rappresentava la totale continuità con un sistema di potere che avevamo sempre avversato. Iniziammo la nostra campagna elettorale al Mercatone, e a due passi dal Tunnel, per dire che eravamo altra cosa da quelle stagioni, quelle scelte, "quella" idea di città. La nostra analisi resta quella lì, così come resta quella la frontiera della sinistra.

Il punto oggi è capire, anche considerando le condizioni generali del Paese, del quale Avellino è parte, con le sua specifiche vicende sociali e politiche, se è possibile provare a costruire una risposta di alternativa, di governo, di cambiamento. Risposta che possa, non solo, arginare le forze della destra che anche qui ad Avellino si organizzano, ma farsi carico della domanda che si è manifestata, pure dentro la contraddizione del risultato differente dei due turni, lo scorso anno. Che deve assumersi la responsabilità, non solo delle forze politiche progressiste, ma delle realtà associative, delle esperienze di cittadinanza attiva, dei cittadini e delle cittadine che in questi anni hanno praticato battaglie in difesa dell'ambiente, dei diritti, hanno promosso cultura.

Una proposta politica dal profilo chiaro, che sia totalmente discontinua dalle stagioni di governo di questi anni, che non sia il rifugio di trasformismi ed opportunismi, che questa discontinuità la pratichi anche nelle biografie delle donne e degli uomini che la dovessero rappresentare. Che abbia, perchè no, il coraggio di rinunciare a qualche portatore di voti, in nome di una percoso di qualità e di cambiamento. Insomma, altro che restaurazione, altro che "modello Pizza". Occorre esattamente il contrario, e chi invece dovesse avere in mente quella prospettiva di certo non potrà contare su di noi. Con queste parole d'ordine, peraltro già rappresentate nei giorni scorsi, la sinistra parteciperà all'Assemblea promossa da Controvento, con l'autonomia di chi in questi anni non si è mai consegnato a nessuno, e continuerà a non consegnarsi. Allo stato non c'è alcun accordo concluso, nessun patto siglato, c'è l'apertura di un confronto, pubblico ed aperto, per riconsegnare una speranza alla città.

Roberto Montefusco, coordinatore provinciale Sinistra Italiana

Ultima modifica ilMartedì, 12 Marzo 2019 20:35

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